La vera storia del “caffè in ghiaccio” leccese: un’identità che si rafforza…

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La storia del “caffè in ghiaccio” leccese è un racconto che si snoda attraverso i decenni, un filo conduttore che unisce gusti e tradizioni della città. La sua nascita è attribuita a Antonio Quarta senior, un barista e rivenditore di ghiaccio che, negli anni ’40 e ’50, servì per la prima volta un espresso bollente versato su cubetti di ghiaccio. Il tocco finale per creare un’esperienza unica fu l’aggiunta del latte di mandorla al posto dello zucchero.

Il giornalista Antonio Maglio, nel suo libro “Pani, pesci e briganti. Piatti da leggere, storie da mangiare”, pubblicato nel 199, racconta la sua scoperta: “Invano si ricerchi questa bevanda fuori dai confini di Lecce. Il concetto stesso di “caffè in ghiaccio” è totalmente estraneo a fiorentini e milanesi”.

La discussione tra “caffè in ghiaccio” e “caffè alla leccese” è un argomento caldo tra i leccesi e i turisti. La risposta è arrivata proprio da Antonio Quarta, amministratore unico di Quarta Caffè e discendente diretto dell’uomo che questa tradizione l’ha inventata. Con buona pace di tutti, il caffè in ghiaccio si chiama “caffè alla leccese”, che poi al di là dei nomi, ciò che conta è l’essenza.

La ricetta è semplice, ma ogni passaggio è sacro per i leccesi: in un bicchiere tumbler, versare 4 cubetti di ghiaccio e un dito (circa 30 ml) di latte di mandorla. Preparare un espresso e versarlo subito nel bicchiere. Mescolare e gustare. Per chi vuole variare, esiste anche il “caffè soffiato”, in cui il barista emulsiona rapidamente caffè e latte di mandorla con la lancia vapore, mantenendo il ghiaccio intatto.

Un rituale che, al di là delle etichette, resta un simbolo indiscusso di Lecce e della sua capacità di unire gusto, freschezza e identità.

Fonte: https://www.corrieresalentino.it/2026/08/eccellenze-gastronomiche-salentine-caffe-in-ghiaccio-con-latte-di-mandorla-una-storia-tutta-leccese/