La taccola, un uccello della famiglia dei corvidi, rappresenta una delle specie più sociali e speculative del Salento. Le sue colonie si reggono su dinamiche di coppia monogamica che durano tutta la vita, con un livello di coordinamento nelle attività di ricerca del cibo che è impressionante. Questo comportamento è simile a quello di una multinazionale, dove ogni individuo sa il suo ruolo e lavora insieme per raggiungere gli obiettivi comuni.
La taccola ha intuito che le cavità dei campanili, dei monumenti e dei palazzi storici offrono standard abitativi paragonabili a quelli delle pareti rocciose naturali. Pertanto, si è trasferita in massa nei centri abitati, creando un problema per gli architetti che restaurano il patrimonio storico. La taccola è insettivora per vocazione, ma opportunista per necessità, e combina un’elevata intelligenza sociale a una notevole memoria visiva. Questo le consente di imponere agli architetti l’adozione di soluzioni che tutelino le sue cavità senza far crollare i cornicioni.
La presenza della taccola nel Salento è un esempio di come questa regione sia un luogo unico e interessante, dove la natura e la storia si incontrano in modo suggestivo.



