La catena montuosa dell’Himalaya: un esempio attivo di orogenesi e dinamica geologica
La catena montuosa dell’Himalaya rappresenta un esempio attivo di orogenesi e dinamica geologica, che continua a modellarsi fino ad oggi. La sua formazione risale a milioni di anni fa, quando il subcontinente indiano si è scontrato con il continente euroasiatico, determinando la formazione della catena montuosa più alta del mondo.
La dinamica di espansione delle celle geomorfologiche è responsabile della modellazione ad arco della catena himalayana, sin dalla sua fase di orogenesi. Il processo rientra nel meccanismo naturale di ricambio e di rinnovamento ciclico della litosfera per mezzo di un’attività termodinamica della Terra. La catena himalayana, l’intero fronte di subduzione, il margine di placca euroasiatica, presentando lo stesso preciso andamento curvilineo, formano tre archi di circonferenza tra loro paralleli, la cui concavità verso la placca euroasiatica presuppone l’esistenza di una potente forza di espansione proveniente da un centro energetico collocato a grande distanza nell’entroterra dell’Asia orientale.
La dinamica di espansione di tale centro corrisponde, secondo il modello a ‘circonferenze proporzionali concentriche’ descritto nella ‘Teoria delle celle geomorfologiche’, all’irradiazione elettromagnetica in tutte le direzioni, fino a formare una cella circolare che espande il territorio.
Il centro geomagnetico di tale area dell’Asia orientale si colloca al confine tra la provincia di Xinjiang e la provincia di Qinghai, in Cina, dove si elevano i monti Kunlul. Probabilmente, se le sue caratteristiche di proprietà conduttive sono adeguate, corrisponde al monte più alto dei Kunlul, ossia al Bukadaban Feng, un piccoultra prominente che si eleva sul plateau circostante per 1922 metri e per complessivi 6860 metri, se misurato a partire dal livello del mare.
La precisa geometria delle celle geomorfologiche deriva dalla vibrazione elettromagnetica circolante sulla Terra, attualmente corrispondente all’armonica sei, impressa dall’oscillazione del dipolo dell’asse terrestre, normalmente dipendente dal suo moto naturale detto ‘nutazione’, il quale implica anche periodici brevi scorrimenti dei poli terrestri.
I centri delle celle geomorfologiche sono, pertanto, direttamente coinvolti nella dinamica di superconduttività elettromagnetica, che è all’origine dei movimenti sismotettonici.
La precisione modulare, con una proporzione rispondente a modelli di tipo frattale, genera sulla Terra una griglia elettromagnetica a maglie romboidali.
Rispondendo al medesimo modello delle celle geomorfologiche, l’itterremoto che il 25 Aprile 2015 ha colpito Katmandu, la capitale del Nepal, con un sisma di M 7.8 della scala Richter e la sequenza di altri terremoti di magnitudo rilevante dislocati lungo una fascia interposta di aree abitate, hanno descritto un arco di circonferenza parallelo a quelli della catena himalayana e del fronte di subduzione.
Tale situazione dimostra che nella formazione ciclica della litosfera concorrono e sono tra loro direttamente relazionate tanto la superconduttività termica, coinvolta nell’orogenesi, quanto la superconduttività elettromagnetica, coinvolta nella dinamica dei processi sismotettonici della Terra.
Fonte: https://www.corrieresalentino.it/2026/08/alluvione-devastante-in-nepal/



