La campagna di Carmiano è stata travolta da un incendio che ha cancellato la vita di tre cani e ha lasciato una famiglia sconvolta. Ma la tragedia non è stata solo per la perdita degli animali, ma anche per la crudeltà di chi, protetto da uno schermo, ha giudicato senza sapere. I proprietari dei cani hanno raccontato di averli accuditi e assistiti quotidianamente, e di averli lasciati vivere in uno spazio ampio e curato. “Non sappiamo se sia stato qualche balordo oppure qualcuno che ha gettato una cicca”, spiegano. “C’era vento e le fiamme hanno raggiunto i box. I cani sono morti asfissiati dal fumo, mentre il quarto è riuscito a mettersi in salvo perché aveva imparato a saltare”.
La famiglia è stata attaccata anche dai soliti leoni da tastiera, pronti a emettere sentenze e ad attribuire colpe senza conoscere i fatti. Ma i proprietari hanno respinto con fermezza le accuse ingiuste, spiegando che la campagna non era un luogo nel quale relegare gli animali, ma uno spazio vissuto dalla famiglia e destinato ad accoglierne altri. “Il recinto di legno avrebbe dovuto ospitare delle galline”, spiegano. “Avevamo intenzione di popolare di animali questa campagna, nella quale trascorriamo il nostro tempo libero”.
La tragedia di Carmiano è un esempio di come la solidarietà possa lasciare spazio alla crudeltà di chi utilizza una tragedia per puntare il dito. Ma la famiglia è determinata a difendersi e a mostrare il vero volto della loro vicenda. “Amiamo gli animali e li abbiamo sempre curati e assistiti”, spiegano. “Non sappiamo se sia stato qualche balordo oppure qualcuno che ha gettato una cicca. Il fuoco ha preso velocemente il sopravvento e l’intera area è diventata irrespirabile”.
La campagna di Carmiano è stata cancellata dalla vita, ma la famiglia è determinata a ricostruire la verità e a difendersi da chi, protetto da uno schermo, giudica senza sapere.



