La situazione critica delle carceri salentine
La Polizia Penitenziaria si trova a fronteggiare situazioni di grave criticità senza strumenti, mezzi e condizioni di sicurezza adeguati. È quanto accaduto questa mattina all’interno della Casa Circondariale di Lecce, dove un detenuto di origine straniera ha aggredito un appartenente alla Polizia Penitenziaria intervenuto per riportare la calma e interrompere una discussione tra detenuti.
La denuncia del sindacato di categoria Sinappe sottolinea che le aggressioni nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria continuano a susseguirsi e che gli operatori sono lasciati a fronteggiare una realtà sempre più difficile e pericolosa. Il segretario nazionale del Sinappe, Filippo Antonio Monica, denuncia che il personale viene mandato in trincea a mani nude, chiamato a intervenire nelle situazioni più delicate e imprevedibili, spesso mettendo a repentaglio la propria incolumità.
La situazione è considerata critica e il sindacato richiede misure immediate e concrete per prevenire le aggressioni e garantire condizioni di lavoro adeguate. La preoccupazione è che la sicurezza del personale non possa essere affidata esclusivamente al coraggio e alla professionalità dei Poliziotti Penitenziari.
La richiesta di un incontro con il Prefetto
Il sindacato di categoria ha chiesto un incontro con il Prefetto, ma a oggi non ha ricevuto alcuna risposta. La denuncia di Monica è chiara: “Abbiamo chiesto un incontro al Prefetto, ma a oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Ci domandiamo quale debba essere la gravità della situazione prima che venga riconosciuta la necessità di confrontarsi con chi, quotidianamente, vive sulla propria pelle le criticità delle carceri”.
La situazione non è isolata
La denuncia del sindacato di categoria si inserisce in un quadro più ampio e non può essere affrontato continuando a considerare ogni aggressione come un episodio isolato. Gli ultimi fatti di cronaca dimostrano quanto sia urgente intervenire. La sicurezza del personale non può essere affidata esclusivamente al coraggio e alla professionalità dei Poliziotti Penitenziari.



