La stagione balneare nel Salento, che comprende la provincia di Lecce, è stata oggetto di alcune polemiche negli ultimi giorni. Alcuni gruppi politici hanno accusato la Regione Puglia di “sciatteria politica” per la durata della stagione balneare. Tuttavia, è stato chiarito che la data del 23 maggio e del 13 settembre non sono scelte estemporanee della Giunta regionale, ma sono invece determinate dalla normativa nazionale.
Lo afferma Raffaele Piemontese, assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità con delega al Demanio, che ha replicato alle dichiarazioni del gruppo regionale di Fratelli d’Italia sulla durata della stagione balneare 2026 in Puglia.
Secondo Piemontese, la fine della stagione balneare fissata dall’Ordinanza non significa affatto che dal 14 settembre in Puglia si chiudano stabilimenti e spiagge. L’Ordinanza prevede espressamente che la balneazione possa proseguire negli stabilimenti anche dopo quella data, nel rispetto delle condizioni di sicurezza previste.
La normativa nazionale, infatti, stabilisce che la balneazione possa proseguire negli stabilimenti anche dopo il 13 settembre, nel rispetto delle condizioni di sicurezza previste. Inoltre, il monitoraggio della qualità delle acque da parte di ARPA Puglia è assicurato dal 1° maggio al 30 settembre.
Piemontese ricorda inoltre che l’Ordinanza 2026 è stata elaborata attraverso un percorso di confronto con ANCI Puglia, Direzione Marittima di Bari, amministrazioni interessate e organizzazioni di categoria.



