La stagione balneare salentina: numeri che denunciano la realtà del turismo …

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La stagione balneare 2026 è stata caratterizzata da un calendario di apertura e chiusura che ha lasciato molti perplessi. Mentre da anni si sente parlare di destagionalizzazione e prolungamento dei flussi turistici, la realtà dei fatti smentisce la narrazione della Giunta regionale. I numeri della stagione balneare lo dimostrano chiaramente: la Puglia è la regione che apre più tardi di tutte e chiude prima di tutte le principali mete balneari italiane.

Secondo l’Ordinanza Balneare regionale, la stagione ufficiale è iniziata sabato 23 maggio e si è conclusa domenica 13 settembre. Parliamo di appena tre mesi e mezzo di attività garantita, un lasso di tempo del tutto insufficiente per una regione che aspira a vivere di turismo tutto l’anno. Il confronto con le altre realtà italiane è ingeneroso e imbarazzante: regioni come Toscana, Lazio e Liguria garantiscono ben 5 mesi di stagione ufficiale con avvio dal 1° maggio e chiusura al 30 settembre; l’Emilia-Romagna assicura oltre quattro mesi, per non parlare della Calabria, dove la stagione balneare si estende addirittura fino al 31 ottobre.

A questo quadro desolante si aggiunge un cortocircuito burocratico e normativo che penalizza pesantemente gli operatori economici. Dal giorno successivo alla chiusura ufficiale della stagione, infatti, decade l’obbligo del servizio di assistenza e salvataggio. Siamo di fronte a un grandissimo disservizio e a una palese sciatteria politica da parte del governo regionale, che in questo modo danneggia una delle fette più rilevanti e strategiche dell’economia pugliese.

Fonte: https://www.corrieresalentino.it/2026/09/stagione-balneare-fdi-puglia-prima-a-chiudere-e-ultima-ad-aprire-dalla-giunta-danno-al-turismo/