La sentenza della Corte d’Appello di Lecce
La Corte d’Appello di Lecce ha emesso una sentenza importante riguardo all’inchiesta sulla presunta lottizzazione del parco Gondar a Gallipoli. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della procura e ha confermato la sentenza assolutoria per tutti gli imputati coinvolti nell’inchiesta.
In primo grado, la giudice monocratica, Bianca Todaro, aveva assolto Ferruccio Errico, amministratore della società Gondar srl e legale rappresentante della Sold-Out, società che gestisce l’attività di pubblici spettacoli all’interno del Parco Gondar; Christian Scorrano, amministratore della società Gondar srl con sede a Gallipoli; i tecnici progettisti Antonio Ferilli; Mario Stefanelli e Franco Ancora; Giuseppe Cataldi, nel ruolo di dirigente del Settore Urbanistico del Comune di Gallipoli e Sergio Leone, in veste di funzionario delegato alla firma per Dirigente del Settore Urbanistico – pro tempore – del Comune di Gallipoli che ha rilasciato due permessi a costruire nel 2010 e nel 2014.
La Corte d’Appello ha confermato la sentenza assolutoria e ha dichiarato inammissibile il ricorso della procura. La decisione è stata emessa dopo un’attenta valutazione delle prove e delle testimonianze raccolte durante l’inchiesta.
Il Parco Gondar è un luogo di intrattenimento e di svago molto popolare a Gallipoli, con una superficie di oltre 30 metri quadri. L’inchiesta sulla presunta lottizzazione del parco è stata avviata nel 2015, quando la Guardia di Finanza di Gallipoli appose i sigilli all’intero complesso. Gli inquirenti avevano ipotizzato presunte violazioni e abusi in materia edilizia e occupazione abusiva.
La decisione della Corte d’Appello di Lecce ha suscitato interesse e attenzione nella comunità di Gallipoli e nel Salento. La sentenza conferma l’assoluzione per gli imputati e dichiara inammissibile il ricorso della procura.



