Il Salento è un luogo ricco di sorprese, ma forse nessuna di esse è più interessante di quella rappresentata dallo scorpione italiano. Piccolo, difficile da superare i 4-5 cm di lunghezza, e di colore nero lucido o bruno scuro con zampe e chele più chiare, sembra un gambero miniaturizzato che ha deciso di vestirsi da cavaliere medievale con tanto di aculeo ricurvo sulla coda.
Associato fin dall’antichità all’idea di pericolo sotterraneo e tradimento, lo scorpione nostrano è in realtà un inquilino incredibilmente schivo. Ama l’oscurità, l’umidità e il silenzio. Vive tra le crepe dei muri a secco, sotto le cortecce degli alberi, nelle legnaie e, per la gioia degli umani, dietro i battiscopa o nelle ciabatte dimenticate in cantina. È un predatore notturno spietato di scarafaggi, mosche e centopiedi. Se illuminato con una lampada a raggi UV, regala uno spettacolo incredibile: la sua cuticola fluoresce diventando di un verde neon fosforescente.
Nonostante l’aspetto da minaccioso gladiatore e la coda alzata con piglio marziale, lo scorpione italiano ha le armi spuntate. Il suo aculeo inietta un veleno meno potente di quello di una zanzara tigre particolarmente arrabbiata. La sua vera arma segreta è il fattore sorpresa: apparire nel piatto della doccia mentre siete nudi e indifesi per provocarvi un arresto cardiaco da spavento, non da veleno.



