Un nuovo percorso di collaborazione
Un giovane residente a Squinzano, nel nord del Salento, ha deciso di rompere il silenzio e di avviare un percorso di collaborazione con lo Stato. Dopo aver gettato la spugna e aver lasciato la sua vita criminale, il giovane ha già iniziato a riempire i verbali degli investigatori e a fornire informazioni ai carabinieri che stanno conducendo l’inchiesta “Core”.
Il giovane, che rischia di scuotere la Scu salentina dalle fondamenta, ha deciso di collaborare con la giustizia dopo essere stato trasferito in un altro penitenziario nel nord d’Italia. Davanti a sé ha ora centottanta giorni a sua disposizione per svelare i segreti più recenti della criminalità salentina e dare eventualmente un nome e un volto ai responsabili degli ultimi fatti di sangue che hanno macchiato il territorio.
La storia di Luigi Guadadiello
Il nome del giovane compare nelle carte dell’inchiesta “Core”, che ha consentito di smantellare un agguerrito sodalizio con roccaforte nel comune di Squinzano. L’indagine, nel frattempo, è giunta al capolinea con l’avviso di conclusione a firma della sostituta procuratrice della Dda di Lecce, Giovanna Cannarile. E chissà se in questi mesi il giovane non potrà fare luce sui retroscena dell’omicidio di Luigi Guadadiello, un delitto ancora insoluto.
La voce del pentimento si rincorreva già da tempo negli ambienti della malavita, tanto che la famiglia del giovane ha già preso le distanze dissociandosi dalla sua decisione.



