La Casa di Reclusione di Lecce è al centro di un’indagine penale che ha coinvolto 23 persone, tra cui detenuti e ex detenuti, accusati di aver ricevuto e utilizzato in modo illegale dei telefoni cellulari all’interno del carcere. Le indagini hanno rivelato che questi individui hanno effettuato centinaia di chiamate a familiari, parenti e amici, utilizzando i telefoni cellulari senza autorizzazione.
Il procedimento penale è stato condotto con l’aiuto del personale della Polizia penitenziaria e il Tribunale Penale di Lecce si è occupato dell’udienza di comparizione predibattimentale, che si terrà il 14 luglio del prossimo anno. Il Pubblico Ministero è la dottoressa Simona Rizzo, sostituto procuratore della Repubblica, che ha concluso le indagini preliminari.
Il caso ha coinvolto personaggi diversi, tra cui Benedetto Belviso, Pasquale Carbone, Gaetano Cataldo, Pasquale Colaianni, Vito Colucci, Francesco Da Bellonio, Donato D’Amico, Antonio Lavacca, Francesco Maino, Bruno Marella, Stefano Mingolla, Giuseppe Ottomano, Giuseppe Papangelo, Pierluigi Pierri, Antonio Russo, Gianluca Antonio Spiri, Giuseppe Tarricone, Antonio Pio Tufo, Giuseppe Tornese, Francesco Turturro, Francesco Valentino, Savino Valerio e Marco Vinci, che sono stati difesi da avvocati diversi.



