Un nuovo episodio grave
Per l’ennesima volta don Antonio Coluccia, sacerdote salentino impegnato in prima linea nella lotta contro la criminalità e lo spaccio di droga nelle periferie più difficili di Roma, è stato minacciato da tre persone mentre era impegnato in una delle sue consuete passeggiate per la legalità.
Don Antonio non si limita a denunciare ciò che non va: sceglie di esserci, di scendere in strada, di incontrare le persone e di presidiare quei territori nei quali criminalità e spaccio provano a imporre le proprie regole. Lo fa da anni, senza arretrare di fronte alle minacce e pagando personalmente il prezzo del proprio impegno.
Il sacerdote salentino è anche un figlio della nostra terra. Originario di Specchia, ha conservato nel tempo un legame profondo con il Capo di Leuca e con Tricase. Puntualmente torna nel Salento e anche qui mette a disposizione il proprio tempo, la propria esperienza e la propria testimonianza, partecipando e contribuendo in prima persona alle iniziative che promuovono la cultura della legalità.
La comunità di Tricase, guidata dal sindaco Antonio De Donno, si è già espressa in solidarietà con don Antonio, riconoscendo il valore di una testimonianza che parla soprattutto ai più giovani: quella di chi sceglie ogni giorno da che parte stare e ha il coraggio di dimostrarlo con i fatti.
Il ripetersi di minacce e intimidazioni nei confronti di don Antonio dimostra quanto il suo impegno sia temuto da chi vorrebbe continuare ad agire indisturbato. La comunità di Tricase e il Salento intero si sono mobilitati per difendere don Antonio, riconoscendo il suo valore e la sua importanza nella lotta contro la criminalità e lo spaccio di droga.



