La Puglia, in particolare la provincia di Lecce, è tra le regioni più colpite dall’illegalità costiera in Italia, secondo il rapporto “Mare Monstrum 2026” di Legambiente. La provincia di Lecce è protagonista di numerosi casi di abusi edilizi, occupazioni illegali del demanio e strutture realizzate senza autorizzazione lungo la costa. Il rapporto evidenzia che la Puglia è seconda nella classifica nazionale del mare violato, con 85.342 controlli, 2.599 reati, 2.569 persone denunciate, 12 arresti e 484 sequestri penali. Gli illeciti amministrativi ammontano a 3.196, mentre le sanzioni amministrative raggiungono il dato particolarmente elevato di 7.284, per un valore di 34.670.735 euro. Inoltre, la Puglia è quarta per il numero di reati di pesca illegale, con 458 denunciati, 31 sequestri e 569 illeciti amministrativi. La pesca illegale è un problema serio in tutta Italia, con 4.338 reati e 4.194 denunciati.
La provincia di Lecce è oggetto di numerose denunce per abusi edilizi e occupazioni illegali del demanio. A Porto Cesareo, sono stati sequestrati un campeggio abusivo e uno stabilimento balneare, mentre a Torre Chianca è stato individuato e sequestrato un cantiere di una piscina illegale. A San Foca, sono stati riscontrati un ampliamento abusivo di un fabbricato, mentre a Marittima di Diso è stato trovato un gazebo e una tettoia privi di autorizzazione. A Lido Conchiglie, sono stati sequestrati quattro box trasformati in case vacanza e quattro villette.
Legambiente ha presentato un elenco di proposte per contrastare l’illegalità costiera, tra cui la ripristinazione dell’efficacia dell’articolo 10-bis della legge 120/2020, il finanziamento di 100 milioni di euro per la demolizione degli abusi edilizi e la prevenzione delle occupazioni abusive del demanio.



