Il sistema di controllo veloce si rivela ancora una volta non omologato
La giustizia continua a mettere in discussione la validità degli accertamenti effettuati attraverso gli autovelox non adeguatamente omologati e tarati. Questa volta è il Comune di Trepuzzi a dover fronteggiare le conseguenze di una sentenza del Giudice di Pace di Lecce.
La decisione, resa il 17 settembre, ha accolto il ricorso di un automobilista difeso dall’avvocato Alfredo Matranga, annullando il verbale elevato dalla Polizia municipale di Trepuzzi per una violazione dell’articolo 142 del Codice della strada.
Il giudice Anna Maria Cosi ha evidenziato che l’omologazione e l’approvazione non sono equivalenti. Il Comune aveva prodotto atti attestanti l’approvazione del dispositivo attraverso decreti ministeriali del 2011 e del 2014 e una copia di un certificato di taratura del 2022.
Una documentazione che, secondo il giudice, non consente però di individuare con certezza l’apparecchio concretamente installato e utilizzato sulla statale. Il certificato prodotto farebbe riferimento a un modello e a una matricola comuni a diversi dispositivi utilizzati su strade e territori differenti, senza elementi sufficienti per stabilire che si tratti proprio dello strumento impiegato dal Comune di Trepuzzi.
La pronuncia conferma la non retroattività del decreto “Salvavelox”
Per lo studio Legale Matranga, che ha difeso l’automobilista multato, e per il Presidente dello “Sportello dei Diritti”, Giovanni D’Agata, la pronuncia conferma ancora una volta la non retroattività del c.d. decreto “Salvavelox” e le molteplici irregolarità commesse dalle Amministrazioni nella elevazione dei verbali attraverso apparecchiature elettroniche.



