Il corbezzolo, un tesoro della macchia mediterranea
Il corbezzolo è uno degli arbusti più affascinanti della macchia mediterranea salentina. La sua particolarità è che in autunno presenta contemporaneamente fiori bianchi a campanella e frutti sferici e ruvidi che virano dal verde al giallo, fino a un rosso fuoco intenso quando sono maturi.
I suoi tre colori contemporanei (verde delle foglie, bianco dei fiori, rosso dei frutti) lo resero nell’ottocento il simbolo botanico del Risorgimento italiano. Il nome scientifico unedo glielo diede Plinio il Vecchio e deriva da unum edo (“ne mangio uno solo”): un’ avvertenza ironica sul fatto che il frutto, seppur dolce, contiene un alcaloide che se consumato in grandi quantità può dare una leggera sensazione di stordimento o pesantezza d’stomaco. Tra i boschi di Otranto e della costa adriatica, i contadini lo raccoglievano a fine autunno per fare liquori e conserve rustiche.
Si mangia fresco direttamente dall’albero quando è ben rosso e morbido al tatto, oppure trasformato in confetture e liquori.



