Il caso Ognibene torna al centro dello scontro politico cittadino
La nuova delibera approvata dalla giunta Poli Bortone ridisegna il percorso della programmazione culturale della struttura, facendo passare il calendario delle attività dall’esecutivo comunale e le modifiche successive a un nuovo vaglio politico.
Il punto contestato riguarda soprattutto il cambio di impostazione rispetto al passato. Finora gli uffici gestivano la programmazione all’interno degli indirizzi generali fissati dall’amministrazione.
Per l’ex primo cittadino il rischio è quello di restringere lo spazio di autonomia di una biblioteca che, negli ultimi anni, ha costruito la propria identità proprio sull’apertura alle associazioni, alle famiglie e alle iniziative nate dal basso.
La Regione ha scelto Ognibene come esempio di finanziamento pubblico capace di produrre effetti concreti, grazie a una buona progettazione e a personale tecnico competente, capace di trasformare un servizio pubblico in un bene comune amato.
Il passaggio della delibera che più preoccupa Salvemini è però quello in cui si stabilisce che le iniziative dovranno essere considerate coerenti con le politiche culturali dell’amministrazione.
La partita, dunque, non riguarda soltanto il prossimo calendario di eventi, ma il modello stesso di biblioteca pubblica che Lecce intende costruire.



