La vicenda del Polo museale di Lecce
La Regione Puglia ha stabilito un salario orario minimo da 9 ore per garantire i diritti e la dignità dei lavoratori, ma la pratica sembra non essere all’altezza delle intenzioni. Il bando di gara per i servizi di portierato, pulizia e guardiania del Polo museale di Lecce, infatti, applica il salario minimo orario, ma a importi invariati rispetto alle previsioni della Legge regionale 2024. Il risultato è la riduzione complessiva di 500 ore da suddividere tra i 55 dipendenti, per cui sale la paga oraria, ma viene decurtata la busta paga.
La segretaria generale della Filcams Cgil Lecce, Daniela Campobasso, definisce questo paradosso “insostenibile”. “La pubblicazione del bando di gara relativo ai servizi di custodia e portierato presso le sedi della Regione Puglia ha messo in legittimo stato di allerta e forte preoccupazione i lavoratori interessati”, spiega la sindacalista. “Stato d’animo che la Filcams condivide perché il bando di gara non è assolutamente sufficiente a garantire la copertura totale delle ore contrattuali attualmente in essere”.
Secondo Campobasso, i lavoratori si ritroverebbero con uno stipendio decurtato per la diminuzione delle ore di lavoro, nonostante la garanzia del mantenimento del posto di lavoro. “Se sale la paga oraria ma resta invariata la previsione di spesa, sembra di ritrovarsi di fronte ad un escamotage per aggirare la norma, che danneggia i lavoratori”.
La Filcams chiede alla Regione di sospendere la gara prima dell’8 aprile, quando saranno aperte le buste dell’appalto. “Prendiamo atto di come la maggioranza stia tenendo in debita considerazione le denunce dei lavoratori e assecondando la richiesta della Filcams di sospendere la gara prima dell’8 aprile”, conclude Campobasso. “Questo è l’unico modo per riscrivere questa pagina, dando all’Ente la possibilità di modificare gli atti di gara nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori coinvolti”.


