Il 1154 segna l’inizio di una nuova era per il regno normanno di Sicilia, con l’ascesa al trono di Guglielmo I, figlio di Ruggero II de Hauteville. Tuttavia, la sua salita al potere è minacciata dalle mire espansionistiche dell’Impero bizantino, guidato da Manuele I Comneno. La tensione tra i due poteri si fa sempre più alta, fino a sfociare in una guerra aperta.
Le armate bizantine, comandate da Michele Paleologo ed Giovanni Dukas, invadono il regno normanno, superando le linee difensive disposte da Ruggero II nel 1140. Il Conte Roberto de Aprutio, uno dei pochi signori fedeli ai Normanni, combatte strenuamente per difendere Teramo, ma la sua azione è vanificata dalla superiorità numerica dei Bizantini.
La situazione si fa sempre più critica per i Normanni, ma la loro resistenza non si spegne. Il Conte Riccardo de Lingévres, incaricato da Guglielmo I di provvedere all’estrema resistenza contro l’invasore, erige una lunga barriera dalla costa adriatica a quella ionica, per evitare ulteriori attacchi provenienti dal mare. La sua azione riesce a ritardare l’avanzata nemica, consentendo al comandante delle forze regolari regie, il vicecancelliere Ascletino, di giungere in Puglia e di sostenere battaglie di importanza vitale.
La battaglia decisiva si svolge a Brindisi, dove l’esercito di Giovanni Dukas giunge nei pressi della città deciso a prenderla. Tuttavia, le mura di Brindisi reggono l’urto, costringendo gli assedianti a porla sotto assedio. La situazione si protrae per molti giorni, fino a quando Guglielmo I, alla testa di un poderoso esercito, sorprende gli assedianti alle spalle e li attacca. Lo scontro si protrae per diversi giorni, rivelandosi particolarmente cruento e sanguinoso.
La vittoria dei Normanni è totale, e la Puglia viene ripresa. Tuttavia, la vendetta di Guglielmo I contro le città ribelli è spietata. Bari viene presa e distrutta, il suo castello è quasi raso al suolo mentre la cattedrale viene profanata. La stessa sorte tocca a Lecce, che viene anch’essa distrutta. La città gemella di Rugge, con il suo dispositivo difensivo imperniato su un cunicolo sotterraneo, viene anch’essa conquistata e rasa al suolo.


