La routine perfetta: la nuova ossessione del controllo

La routine perfetta: la nuova ossessione del controllo

La routine perfetta: la nuova ossessione del controllo

La nostra società è ossessionata dal controllo. Un tempo la libertà aveva il sapore dell’imprevisto, ma oggi milioni di persone iniziano la giornata guardando un’applicazione che suggerisce quando bere acqua, quante ore dormire, quando respirare profondamente e perfino quando fermarsi. La nuova aspirazione contemporanea non è più la trasgressione, ma avere tutto sotto controllo.

La routine, da semplice organizzazione quotidiana, si è trasformata lentamente in qualcosa di molto più profondo. Quasi in una forma di rassicurazione emotiva collettiva. Il mercato globale delle app dedicate alla produttività personale, al monitoraggio del benessere e al cosiddetto self tracking, cioè la raccolta continua di dati sul proprio corpo e sulle proprie abitudini, è cresciuto in modo impressionante negli ultimi anni.

La routine non è più soltanto una questione pratica. È diventata una forma di contenimento emotivo. Il cervello umano tollera meglio ciò che riesce a prevedere. La prevedibilità riduce il senso di minaccia, abbassa il carico decisionale e restituisce una sensazione di stabilità. Ma il problema nasce quando il benessere smette di essere un sostegno e diventa una prestazione.

Molte persone non cercano più soltanto di stare bene, ma di eseguire perfettamente il benessere. Così anche il riposo diventa un compito. Anche il silenzio deve essere produttivo. Perfino la meditazione rischia di trasformarsi in un obiettivo da raggiungere.

Il filosofo coreano Byung-Chul Han sostiene che la società contemporanea non sia più dominata soltanto dalla disciplina, ma dall’auto-ottimizzazione continua. Non ci viene imposto di essere efficienti. Lo facciamo da soli, trasformando persino la cura di noi stessi in una forma di performance.

La routine che dovrebbe aiutarci a vivere meglio rischia di diventare una difesa elegante contro la vita reale. Perché la verità è che esistono esperienze che nessun planner riuscirà mai a sistemare. L’amore. La paura. Il lutto. Il tempo che passa. Il vero equilibrio non nasce quando riusciamo finalmente a controllare tutto. Nasce nel momento in cui smettiamo di considerare l’imprevisto un fallimento, e iniziamo a riconoscerlo come parte inevitabile dell’essere vivi.

La vita è ciò che ti accade mentre sei impegnato a fare altri progetti.

Fonte: https://www.corrieresalentino.it/2026/05/la-nuova-ossessione-e-avere-tutto-sotto-controllo/