Un convegno cruciale per il Salento
Il IV Convegno Regionale “Orientamento al Futuro – I giovani al centro” si è tenuto sabato 16 maggio 2026, presso il Dipartimento FOR.PSI.COM dell’Università degli Studi di Bari. L’evento ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni scolastiche, familiari e amministrative, con l’obiettivo di rafforzare l’alleanza educativa tra le istituzioni e il territorio.
Al centro del dibattito, la necessità di accompagnare i ragazzi, sin dalla scuola secondaria di primo grado, in un percorso di crescita consapevole e responsabile. Il convegno è stato promosso dall’AIF (Associazione Italiana Formatori) Delegazione Puglia, in stretta partnership con l’Università degli Studi di Bari (Dipartimento FOR.PSI.COM) e ha goduto del patrocinio della Regione Puglia e della Città di Bari.
Il convegno ha visto la presentazione di un nuovo modello di orientamento, promosso in collaborazione con l’Associazione Italiana di Psicologia. Questo approccio si articola su tre livelli d’azione fondamentali: Prospettico- per guardare al futuro con progettualità, Strategico-per fornire gli strumenti operativi necessari alla scelta, Sistemico- per coinvolgere l’intero ecosistema educativo che circonda lo studente.
La scuola, il comitato genitori, l’amministrazione comunale, l’università vengono riconosciute come agenzie di socializzazione cruciali, responsabili di guidare azioni sia individuali che collettive. Questa cornice teorica trova applicazione pratica nella visione del Dirigente Scolastico Ivano De Luca (I.C. “Francesco Dimo” di Taviano).
De Luca ha ribadito che l’obiettivo primario è crescere giovani umanamente ricchi, consapevoli e responsabili. Per raggiungere questo traguardo, la scuola deve trasformarsi in una “realtà aperta”, dove il dialogo con le famiglie non è episodico, ma una pratica quotidiana e condivisa.
Il Comitato Genitori dell’I.C. “Francesco Dimo” non è solo un organo formale, ma un “ponte stabile” tra famiglia e istituzione. Questa realtà è nata per superare l’immagine della scuola come luogo chiuso, dove i genitori erano “semplici uditori”. Oggi, grazie a questa sinergia, la scuola resta viva e accessibile in ogni momento della giornata, trasformando il dialogo in una pratica quotidiana e condivisa.
Il messaggio emerso dal convegno è chiaro: l’orientamento efficace richiede il passaggio a un nuovo modello di fiducia e collaborazione. Solo attraverso l’integrazione tra basi scientifiche e pratiche di comunità (scuola aperta e presidi educativi sul territorio, collaborazione con l’amministrazione comunale, patti educativi e di corresponsabilità) è possibile offrire ai giovani bussole credibili per navigare il futuro.



