La sfida dell’inclusione
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ha lanciato un appello per una maggiore inclusione e accettazione delle persone autistiche nella società e nella scuola. In occasione della Giornata Mondiale di Sensibilizzazione sull’Autismo, il CNDDU ha richiamato l’attenzione della comunità educante, delle istituzioni e della società civile sulla necessità di superare approcci superficiali e meramente celebrativi per abbracciare una prospettiva autenticamente fondata sui diritti umani.
La dignità intrinseca
Il tema scelto per il 2026, “Autism and Humanity – Every Life Has Value”, non è uno slogan, ma un imperativo etico e politico: riconoscere pienamente la dignità intrinseca di ogni persona autistica significa ridefinire i paradigmi culturali, educativi e sociali ancora troppo spesso ancorati a visioni riduttive o patologizzanti.
La scuola come spazio di inclusione
Il Coordinamento Nazionale Docenti evidenzia con forza il ruolo strategico della scuola: non solo luogo di istruzione, ma spazio in cui si costruisce il riconoscimento della dignità umana. È qui che la differenza può diventare valore o, al contrario, essere marginalizzata. Per questo, è necessario promuovere una formazione docente continua e qualificata sui temi della neurodiversità, sostenere pratiche didattiche inclusive e garantire ambienti educativi realmente accessibili.
La crescita strutturale
Secondo i dati ufficiali più recenti, gli alunni con disabilità nelle scuole italiane sono quasi 359.000, pari al 4,5% del totale, con un incremento del 26% negli ultimi cinque anni. All’interno di questo quadro, i disturbi dello sviluppo psicologico, tra cui rientra lo spettro autistico, rappresentano circa il 35% dei casi. In termini specifici, gli studenti con disturbo dello spettro autistico superano le 100.000 unità, arrivando a costituire circa un terzo della popolazione scolastica con disabilità.
La proposta del CNDDU
Il Coordinamento Nazionale Docenti propone l’avvio di una pratica didattica innovativa che si discosta dalle modalità più diffuse, spesso limitate a momenti simbolici o a narrazioni esterne condivise anche in rete in occasione delle giornate dedicate alle diverse fragilità. Si tratta di un percorso educativo continuo che assume la presenza degli studenti autistici come principio generativo della didattica stessa: non più oggetto di attenzione, ma soggetti co-autori del processo educativo, capaci di incidere sulla costruzione dei linguaggi, degli spazi e delle relazioni scolastiche.


