La situazione drammatica del carcere di Lecce
Un detenuto di 35 anni è deceduto ieri nel carcere di Lecce a causa di una sospetta overdose, il terzo caso di questo tipo nel 2023 all’interno dell’istituto penitenziario. Secondo il Sindacato polizia penitenziaria (Spp), la droga circola in grandi quantitativi all’interno delle carceri pugliesi, siciliane, lombarde e campane.
La denuncia del sindacato
Il segretario generale del Sindacato polizia penitenziaria, Aldo Di Giacomo, ha denunciato la situazione, sottolineando che gli istituti penitenziari sono diventati “le più grandi piazze di spaccio” nel Paese. Di Giacomo ha anche evidenziato che i tossicodipendenti rappresentano il 32% del totale dei detenuti e muoiono con maggiore frequenza in carcere rispetto ai decessi che avvengono fuori.
Il sindacalista ha anche sottolineato che la situazione è aggravata dalla presenza di boss e detenuti che dispongono di aiuti all’esterno e utilizzano le droghe per ricattare gli altri detenuti.
La proposta del ministro Nordio
Il ministro Nordio ha proposto di coinvolgere il mondo delle comunità per ridurre il sovraffollamento degli istituti penitenziari, ma il sindacalista ha espresso dubbi sulla efficacia di questa misura, sottolineando che i detenuti affidati a comunità sono poche centinaia e non possono essere più numerosi.
Di Giacomo ha quindi chiesto un piano straordinario per affrontare la situazione, mettendo in campo personale medico e paramedico specializzato.



