La morte del ciclista Daniele Congedi: nuovi accertamenti
La morte del ciclista Daniele Congedi, ingegnere 28enne di Ugento, travolto e ucciso da un 22enne, suo compaesano, nella tarda domenica 9 agosto, ha scatenato nuovi accertamenti nell’inchiesta. Il giovane ciclista era alla guida della sua mountain bike e indossava regolarmente il casco. Il conducente della Lancia Y, fuggito subito dopo l’impatto senza prestare soccorso, è stato sottoposto agli esami tossicologici e ha risultato positivo ai cannabinoidi.
Il sostituto procuratore Luigi Mastroniani ha conferito un doppio incarico per comprendere se il conducente si trovasse cellulare al momento dell’impatto e se il giovane ciclista avesse assunto cannabis nelle ore immediatamente successive all’incidente. La tossicologa Miriam Schimera dovrà fare chiarezza su questo ulteriore quesito: verificare l’orario in cui il giovane ha fatto uso di cannabinoidi e se il giovane si trovasse in una condizione psicofisica tale da alterare le sue capacità di stare alla guida.
La consulenza cinematica affidata all’ingegnere Gianni Nataly si soffermerà su dinamica, traiettorie dei mezzi sequestrati ed eventuali negligenze dei due giovani. La consulenza sull’autopsia eseguita nei giorni scorsi dal medico legale Roberto Vaglio potrebbe fare emergere come il ciclista non sia morto sul colpo ma che, di converso, poteva essere soccorso.



