Il grande intellettuale salentino che fece scoprire Pompei e Ercolano al mondo

Il grande intellettuale salentino che fece scoprire Pompei e Ercolano al mondo

Michele Arditi, un intellettuale salentino che ha lasciato il segno nella storia dell’archeologia e della cultura italiana, è stato uno dei più grandi antiquari e archeologi del suo tempo. Nato a Presicce Acquarica, nel Salento, nel 1746, Arditi trascorse solo pochi anni nella sua terra natale prima di essere mandato a studiare a Napoli, dove si dedicò allo studio del diritto e della cultura.

La sua passione per l’archeologia si accese grazie agli scavi di Pompei e di Ercolano, e ben presto divenne uno dei più apprezzati antiquari e archeologi del tempo. Fu nominato membro dell’Accademia Ercolanense nel 1787 e nel 1790 membro dell’Accademia di Scienze e Belle Arti e della Giunta di Antichità.

Nel 1807 gli venne conferita la carica di Direttore Generale del Museo di Napoli e di Soprintendente degli Scavi di Antichità, incarico che detenne fino al 1838. Inoltre, fu nominato Direttore Generale di tutti i depositi letterari, antiquari e di belle arti del Regno dal re Ferdinando IV.

La sua attività si è concentrata soprattutto nella riscoperta di Pompei e Ercolano, ma anche nei Campi Flegrei, dove ha portato alla luce l’anfiteatro di Pozzuoli. Arditi era un umanista e ha lasciato il segno anche nella musica, firmando la sinfonia “Gioas re di Giuda” su testo di Pietro Metastasio.

Studioso rispettato e stimato, Arditi ha mantenuto contatti epistolari con diversi esponenti del mondo erudito italiano, tra cui cardinali, vescovi, conti, marchesi e intellettuali, nonché artisti del calibro dello scultore Antonio Canova.

A Presicce, suo paese natale, Arditi tornò solo per una breve parentesi in occasione della malattia e della morte del padre, avvenuta nel 1780, e durante la rivoluzione partenopea, dal 1799 al 1801.

Michele Arditi morì a Napoli nel 1838 e fu sepolto nella Chiesa di San Ferdinando, dove le sue spoglie riposano in un mausoleo di marmo scolpito proprio dal suo amico Antonio Canova.

Camminando nel centro storico di Presicce, una lapide onoraria realizzata nel 1891 indica il palazzo in cui nacque questo grande e illustre intellettuale, orgoglio– è il caso di ricordarlo – tutto salentino.

Fonte: https://www.corrieresalentino.it/2026/05/figli-del-salento-michele-arditi/