La Peste Nera ha rigenerato le foreste italiane: un segreto custodito da quer…

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Un nuovo studio pubblicato su PNAS rivela come il crollo demografico causato dalla Peste Nera della metà del XIV secolo abbia innescato una rigenerazione massiccia e rapida delle foreste mediterranee.

Le ricerche, condotte in collaborazione tra l’Università della Tuscia, l’Università di Bologna, il XishuangbannaTropicalBotanical Garden (Cina) e il CEDAD (Centro di Fisica Applicata, Datazione e Diagnostica) dell’Università del Salento, hanno determinato l’età di alcune delle querce più antiche d’Italia, alcune delle quali sfiorano il millennio.

La datazione è stata possibile grazie alla radiodatazione ad altissima precisione su microscopici frammenti di legno interno, una tecnica in cui il laboratorio leccese è oggi riconosciuto come eccellenza assoluta a livello mondiale.

Il CEDAD ha superato l’ostacolo con il nuovo acceleratore di particelle per la datazione al radiocarbonio recentemente installato presso il centro.

Lo studio rivela un picco sincronizzato di insediamento forestale a partire dall’inizio del 1400, esattamente i decenni successivi alla grande epidemia, quando il crollo di pastorizia, agricoltura e taglio del legname restituì alle foreste il territorio che l’uomo aveva occupato.

I dati rivelano che i lecci sempreverdi di Montecristo hanno raggiunto quasi 950 anni di età, superando di due secoli le stime di longevità massima finora note per le specie mediterranee.

Il risultato è un contributo fondamentale alla tutela dei siti e all’accesso agli esemplari, garantito dai Carabinieri Forestali che gestiscono le riserve in cui questi alberi straordinari si trovano.

Fonte: https://www.corrieresalentino.it/2026/06/gli-alberi-piu-antichi-deuropa-custodivano-un-segreto-la-peste-nera-ha-rigenerato-le-foreste-italiane/