Il potere del volto: come le emozioni si traducono in biologia

Il potere del volto: come le emozioni si traducono in biologia

Il volto, quel complesso labirinto di muscoli e nervi, non è solo un’emanazione delle nostre emozioni. I suoi movimenti, le sue espressioni, i suoi cambiamenti possono influenzare il nostro stato biologico in modi sorprendenti. E’ questo il tema centrale del talk “Il volto che cambia la biologia”, che si terrà venerdì 12 giugno alle ore 19.00 presso il Chiostro del Convitto Palmieri di Lecce.

Il talk è il risultato di una riflessione profonda che unisce neuroscienze, fisiologia e arte, e che rivela come il nostro volto possa influenzare il nostro stato biologico prima ancora del pensiero cosciente. Quando incontriamo una persona per la prima volta, qualcosa accade prima delle parole, prima del ragionamento e persino prima della consapevolezza. In pochi istanti decidiamo se fidarci, avvicinarci, allontanarci o restare in allerta. Ma come avviene questo processo?

Secondo le più recenti acquisizioni delle neuroscienze, il nostro cervello non aspetta di comprendere pienamente una situazione per reagire. Prima determina se siamo al sicuro. Solo dopo consente ai processi cognitivi superiori di entrare in gioco. E’ il processo della neurocezione, il meccanismo biologico che opera al di sotto della coscienza e che valuta costantemente l’ambiente circostante alla ricerca di segnali di sicurezza o di pericolo.

Il sistema nervoso percepisce una minaccia e attiva immediatamente risposte ancestrali di sopravvivenza. Il battito cardiaco accelera, il respiro si modifica, le sostanze pro-infiammatorie si producono in aumento, le risorse energetiche vengono ridistribuite e l’organismo si prepara all’azione. Al contrario, quando viene rilevata una condizione di sicurezza, questi meccanismi si attenuano. Il battito rallenta, la pressione arteriosa si stabilizza, la fisiologia torna verso l’equilibrio e l’organismo si apre alla relazione.

Un cambiamento quasi impercettibile dello sguardo può influenzare il senso di sicurezza di chi osserva. Una tensione del volto può modificare il battito cardiaco di un’altra persona. Una variazione nell’espressione può alterare il livello di attivazione fisiologica, la tensione muscolare e persino alcuni processi viscerali. In altre parole, il volto non comunica soltanto emozioni. Il volto modifica la biologia.

Questa consapevolezza emerge da un percorso di ricerca che unisce osteopatia, neurofisiologia e osservazione artistica. L’intuizione si è rafforzata durante gli studi del dr. Claudio De Nuzzo dedicati a una patologia muscolo-scheletrica neonatale che coinvolge il volto e il collo e ha trovato una sorprendente risonanza nell’incontro con le opere dell’artista contemporaneo Gianmaria Giannetti, i cui dipinti sembravano evocare visivamente fenomeni neurobiologici osservati nella pratica clinica.

L’evento prevede i saluti istituzionali di Loredana Capone, presidente della V° commissione della Regione Puglia e vicepresidente nazionale del Pd; l’intervento di Lorenzo Madaro, curatore e professore di Storia dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e critico d’Arte per La Repubblica e dell’artista Gianmaria Giannetti.

Fonte: https://www.corrieresalentino.it/2026/06/il-volto-che-cambia-la-biologia-a-lecce-un-viaggio-tra-neuroscienze-osteopatia-e-arte/