Morte in carcere: un altro caso di droga nel Salento

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La morte di Michele Fina, il 34enne di Campi Salentina

La morte di Michele Fina, 34 anni, originario di Campi Salentina, è avvolta nel mistero. Il detenuto è deceduto nel carcere di Lecce ieri, mercoledì 15 luglio, mentre giocava a biliardino con altri reclusi. Fina era dentro per un definitivo di qualche mese, con la fine pena fissata per ottobre. Il 34enne si è accasciato per terra senza che i medici potessero salvargli la vita.

Il Sindacato polizia penitenziaria (SPP) ha rilasciato un comunicato in cui si afferma che si tratterebbe della terza vittima di droga all’interno dello stesso istituto penitenziario in tre mesi. Il segretario generale, Aldo Di Giacomo, ha dichiarato che l’ennesimo decesso rappresenta “la tragica conferma di quanto denunciamo da tempo: la droga circola in grandi quantitativi specie nelle carceri pugliesi, siciliane, lombarde e campane”.

Istituti penitenziari, secondo il sindacalista, sono diventati le più grandi “piazze di spaccio” nel Paese. Di Giacomo ha messo in guardia sul nuovo corso della “mafia 2.0”, che non è possibile contrastare con l’assunzione di poche decine di agenti penitenziari. “Non per tutti i detenuti l’approvvigionamento di droga è complicato: i boss e quanti dispongono di aiuti all’esterno sono privilegiati e usano le droghe per ricattare”, ha spiegato Di Giacomo.

Le cause del decesso di Michele Fina sono ancora sconosciute e saranno accertate solo con l’autopsia, fissata per i prossimi giorni. L’avvocata Chiara Capodieci, legale del detenuto e della famiglia, è cauta in attesa degli esiti degli accertamenti tossicologici. “Non abbiamo ancora dati definitivi”, ha spiegato l’avvocata. “L’ho visto tranquillo in quell’occasione, non mi aveva manifestato particolari problematiche se non qualche disturbo di stomaco che stava comunque curando con una terapia”.

Fonte: https://www.corrieresalentino.it/2026/07/detenuto-di-35-anni-muore-in-carcere-stava-giocando-a-biliardino-con-altri-reclusi-aperta-unindagine/