Una storia di violenza domestica in cui la disperazione della vittima si è tradotta in un coraggio inaspettato. È stato arrestato un 27enne del Salento accusato di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla condizione di gravidanza della vittima, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento continuato. Il giovane, che viveva con la compagna incinta, era solito controllare ogni aspetto della sua vita, dal telefono al cibo, e aveva anche proibito alla donna di uscire da sola. Tutto ciò è venuto alla luce grazie alla determinazione della vittima e della sua famiglia, che hanno segnalato la situazione alle forze dell’ordine. Il 17 luglio, la donna ha inviato una videochiamata di soccorso alla sorella, rivelando le condizioni di reclusione in cui era costretta a vivere. In seguito, i carabinieri hanno arrestato l’uomo e lo hanno portato in carcere, dove è stato rinchiuso in custodia cautelare.
La vicenda è emersa grazie all’indagine condotta dai carabinieri della Stazione di Novoli, che hanno raccolto testimonianze dei familiari della vittima e atti giudiziari. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce ha convalidato l’arresto dell’uomo e ha ordinato la sua custodia cautelare in carcere. La vittima, che si trovava in stato avanzato di gravidanza, ha subito una serie di maltrattamenti fisici e psicologici, tra cui la più grave violenza fisica: il gesto di spegnere una sigaretta sul braccio. La reazione dell’uomo è stata incontrollata e furiosa, con urla, insulti e minacce di morte rivolte alla compagna. L’aggressore ha anche scagliato un oggetto contundente contro i carabinieri, causando lesioni a un appuntato.



