San Foca, marina di Melendugno, è un angolo di straordinario valore paesaggistico e storico che versa in una situazione di forte degrado ambientale. A pochi metri dal lungomare, dal porto e dalla torre costiera cinquecentesca, un anfratto naturale scavato nella roccia ai piedi della torre è stato trasformato in una discarica a cielo aperto.
Secondo la denuncia del giornalista e scrittore Massimo Barbano, il luogo, che un tempo aveva una funzione ben precisa come ricovero per reti e attrezzi da lavoro dei pescatori, è stato abbandonato con il passare degli anni e ha favorito l’azione di vandali e incivili che hanno accumulato materiale di risulta, plastica e rifiuti di ogni genere.
“È inaccettabile che uno dei luoghi più rappresentativi di San Foca versi in queste condizioni” ha dichiarato Barbano. “Parliamo di un’area che si trova a pochi passi dalla passeggiata sul lungomare, percorsa ogni sera da centinaia di persone, e che rappresenta uno dei primi scorci che i turisti possono ammirare. Lasciare che venga deturpata da rifiuti e vandalismo significa offrire un’immagine indecorosa della nostra marina e mortificare un patrimonio che appartiene a tutta la comunità”.
La situazione è particolarmente grave in questo momento, poiché San Foca è una delle mete più apprezzate del litorale salentino, grazie alle sue bellezze naturali e al suo porto. I residenti chiedono un intervento urgente per restituire decoro a un’area frequentata ogni giorno da cittadini e turisti.
La chiusura completa dell’area potrebbe risultare difficilmente praticabile per i vincoli paesaggistici e storico-monumentali che insistono sul sito, ma una soluzione potrebbe essere quella di installare barriere o sistemi di protezione che limitino l’accesso ai malintenzionati, mettendo in sicurezza l’area senza comprometterne il valore storico e ambientale.



