La memoria del Salento: 35 anni fa, l’inizio di una nuova era dell’immigrazione

La memoria del Salento: 35 anni fa, l'inizio di una nuova era dell'immigrazione

Il 7 agosto 1991 è una data impressa nella memoria del Salento. Trentacinque anni dopo, quel primo sbarco di profughi albanesi a San Foca rivive attraverso le fotografie e il racconto di Filippo Montinari, testimone diretto di una delle pagine più significative della storia recente del territorio. Un reportage realizzato all’inizio della sua passione per la fotografia documentaristica, che oggi rappresenta una preziosa testimonianza di un fenomeno destinato a cambiare il volto dell’Italia.

Se negli anni Novanta il Paese dovette confrontarsi con l’arrivo di migliaia di persone in fuga dalla miseria e dal crollo dei regimi comunisti dell’Europa orientale, oggi la sfida è quella di un’immigrazione proveniente soprattutto dall’Africa e dall’Asia, in un contesto profondamente mutato e segnato dalla globalizzazione.

“Erano gli albori della mia passione di documentarista occasionale. Gli sbarchi di profughi albanesi, in fuga dal loro Paese, divennero continui – spiega Montinari – Quello di San Foca fu uno dei primi sbarchi. Solo il giorno dopo, l’8 agosto del 1991, la nave Vlora approdò a Bari con i suoi 20mila profughi”, ricorda Montinari. Dopo quel primo approdo sulle coste di Melendugno, gli arrivi si susseguirono senza sosta. Centinaia di uomini, donne e bambini raggiungevano il Salento a bordo di qualsiasi tipo di imbarcazione, comprese motovedette sottratte al Paese delle Aquile, nel disperato tentativo di costruirsi un futuro lontano dalla povertà.

Le fotografie scattate da Montinari, realizzate con una reflex Zenit, uno zoom Vivitar 70-200 e un duplicatore di focale, restituiscono non solo il volto di quella emergenza umanitaria, ma anche quello di una San Foca profondamente diversa da quella odierna. “Nel reportage esclusivo, credo unico a memoria, molti potranno rivivere quel ricordo notando contemporaneamente come è cambiata la marina rispetto ad oggi, a oltre trent’anni di distanza. I più giovani, invece, verranno a conoscenza di fatti dei quali hanno soltanto sentito parlare”, spiega.

Quelle immagini raccontano un’epoca in cui il fenomeno migratorio aveva caratteristiche molto diverse da quelle attuali. Allora a cercare rifugio erano soprattutto cittadini provenienti dall’Albania e dagli altri Paesi dell’Est europeo, travolti dal collasso dei sistemi comunisti e da una crisi economica devastante. Oggi gli sbarchi continuano a interessare le coste italiane, ma sono alimentati prevalentemente dai flussi provenienti dall’Africa, dove guerre, instabilità politica, persecuzioni, cambiamenti climatici e povertà spingono migliaia di persone a intraprendere viaggi altrettanto drammatici attraverso il Mediterraneo.

Gli sbarchi dei primi anni Novanta lasciarono un segno anche sul territorio salentino. “Quegli eventi portarono a trasformare le ex colonie, conosciute come le colonie di Don Alfonso, alla Cannoletta, nel discusso centro di accoglienza Regina Pacis, retto da don Cesare Lodeserto”, ricorda Montinari, con i noti fatti giudiziari.

A trentacinque anni da quel 7 agosto 1991, le fotografie conservate da Filippo Montinari assumono così il valore di un documento storico. Raccontano un Salento che diventava improvvisamente terra di approdo e di speranza, ma invitano anche a riflettere su un fenomeno che, pur cambiando protagonisti, rotte e scenari geopolitici, continua ancora oggi a interrogare l’Europa e il Mediterraneo.

Fonte: https://www.corrieresalentino.it/2026/08/trentacinque-anni-dallo-sbarco-di-san-foca-le-immagini-di-montinari-raccontano-linizio-di-una-nuova-era-dellimmigrazione/