Una storia di inganno e furto che si è svolta all’interno di un ospedale del Salento. L’operatrice socio sanitaria C.P., 49 anni, di Lecce, è stata condannata a 2 anni di reclusione per aver derubato pazienti in gravi condizioni. La sentenza, emessa dal giudice monocratico Andrea Giannone, prevede la sospensione della pena e la non menzione per la donna e il riconoscimento delle attenuanti equivalenti alle contestate aggravanti.
Le indagini, condotte dagli agenti della Squadra mobile di Lecce, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Massimiliano Carducci, hanno evidenziato che la donna ha commesso il reato di furto pluriaggravato, illecito utilizzo di carta di debito aggravato e furto con strappo pluriaggravato. Gli investigatori hanno ricostruito la cronologia dei fatti, che risale alla notte del 15 dicembre 2021, quando un anziano di 78 anni si presentò in gravi condizioni nel pronto soccorso dell’ospedale Vito Fazzi. L’allora operatrice socio sanitaria prese la carta bancomat insieme al pin dagli effetti personali del paziente per effettuare un prelievo di 500 euro dalla postazione dell’ospedale.
Il secondo furto è datato 5 ottobre 2022, quando una paziente in gravi condizioni arrivò in attesa del ricovero nel reparto di neurologia. L’operatrice socio sanitaria simulò un gesto di affetto nei confronti della paziente accarezzandole il viso per distrarla e strapparle la collana in oro che aveva al collo. Grazie alla visione delle telecamere installate nel presidio ospedaliero e alle testimonianze raccolte, gli investigatori chiusero il cerchio sull’insospettabile ladra in corsia che anziché assistere i pazienti li avrebbe derubati in quei mesi.
Il prosieguo delle indagini ha fatto emergere altri casi, tutti segnalati nella stessa giornata: il 18 marzo del 2023, quando la donna avrebbe derubato altri pazienti: il primo di 100 euro, il secondo di 190. E C.P. venne collocata ai domiciliari. Ora è libera. Il suo avvocato, Mario Stefanizzi, potrà presentare ricorso in Appello non appena verranno depositate le motivazioni attese per i prossimi 90 giorni.



