In Puglia, il consumo di suolo è un fenomeno inarrestabile che erode il territorio agricolo e produttivo. Secondo l’analisi di Coldiretti Puglia, basata sui dati del Rapporto ISPRA 2025, sono stati compromessi 158.628 ettari di suolo, tra abbandono, cementificazione e impianti fotovoltaici a terra. Questo significa che il 37,3% della superficie agricola utilizzabile della regione è stato perso negli ultimi 50 anni.
La provincia di Lecce è tra le più colpite, con 39.093 ettari di suolo compromessi, seguita da Bari (37.306 ettari), Brindisi (19.714 ettari), Foggia (28.310 ettari), Taranto (23.544 ettari) e BAT (10.660 ettari). I pannelli fotovoltaici a terra hanno già occupato 758 ettari di suolo.
Coldiretti Puglia sottolinea che il consumo di suolo agricolo legato agli impianti fotovoltaici a terra rappresenta una minaccia per il futuro delle nuove generazioni di agricoltori. La multifunzionalità energetica dovrebbe essere sviluppata come integrazione alle attività agricole e zootecniche, entro un limite massimo del 5% della superficie aziendale.
La situazione è ulteriormente aggravata dagli effetti dei cambiamenti climatici, che ogni anno causano perdite rilevanti di produzione a causa di siccità, grandinate, gelate, tornado e nubifragi. Il rischio di dissesto idrogeologico coinvolge 230 dei 257 comuni pugliesi, con 8.098 cittadini esposti a frane e 119.034 quelli esposti ad alluvioni.
Diventa quindi urgente accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo, attesa da quasi dieci anni, e intraprendere interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclo delle risorse idriche, insieme al potenziamento delle infrastrutture.


