La crisi dei call center in Italia
Il settore dei call center rischia una crisi occupazionale senza precedenti, con migliaia di lavoratori che potrebbero perdere il posto e pesanti ripercussioni anche nel Salento. Le procedure di esubero avviate dalle grandi aziende del comparto, la delocalizzazione delle attività verso Paesi dove il costo del lavoro è più basso e l’avanzata dell’intelligenza artificiale alimentano un clima di crescente preoccupazione. A lanciare l’allarme sono la UGL Telecomunicazioni di Lecce e il deputato del Movimento 5 Stelle Leonardo Donno, che chiedono un intervento urgente del Governo per scongiurare una nuova emergenza sociale.
La situazione in provincia di Lecce
La preoccupazione si concentra soprattutto sulle vertenze Konecta e System House, alle quali si aggiunge la situazione di Casarano. Konecta ha dichiarato esuberi che mettono a rischio oltre mille lavoratori sul territorio nazionale, con conseguenze anche per la sede leccese. Per System House si parla invece di oltre 550 addetti a rischio, con possibili ricadute particolarmente pesanti sullo stabilimento di Supersano, dove lavorano più di 450 persone.
Il ruolo del Governo
Il deputato pentastellato Leonardo Donno, dopo aver incontrato nei giorni scorsi i rappresentanti della Cgil e della Slc Cgil di Lecce, ha presentato un’interrogazione al Ministero del Lavoro per chiedere interventi immediati a tutela dell’occupazione. “La grave situazione di crisi che sta attraversando il settore dei call center necessita di molta attenzione non solo da parte del Ministero del Lavoro ma di tutti gli organi preposti a trovare una soluzione in grado di evitare una pesante deriva occupazionale”, sottolinea il parlamentare.
La proposta UGL
La UGL chiede una politica di “reshoring”, sostenuta da incentivi economici e fiscali, per riportare nel nostro Paese le attività attualmente svolte in Albania, Serbia, Moldavia e Tunisia. Il sindacato chiede anche controlli più rigorosi sul rispetto delle norme che regolano le delocalizzazioni e informazioni periodiche alle organizzazioni sindacali sulle verifiche effettuate e sulle eventuali sanzioni applicate.
La sfida dell’intelligenza artificiale
La UGL chiede di garantire trasparenza nell’interazione tra cittadini e sistemi automatizzati e la possibilità di accedere, nei casi previsti, all’assistenza di un operatore umano. Il sindacato sollecita investimenti nella formazione continua, nell’aggiornamento professionale e nella ricollocazione dei lavoratori verso nuove mansioni.
La tutela occupazionale deve rappresentare un elemento centrale nell’affidamento dei servizi”, ribadisce Francesco Rocco Antonaci, coordinatore provinciale UGL Telecomunicazioni per il settore Call Center di Lecce. “La provincia di Lecce non può permettersi di assistere a un progressivo impoverimento del proprio tessuto occupazionale. Difendere i call center significa difendere migliaia di famiglie e un patrimonio di competenze costruito nel corso degli anni”, conclude.



