Decaro a Lecce: “Siamo noi gli anticorpi della democrazia, difendiamo la Cost…

Decaro a Lecce: "Siamo noi gli anticorpi della democrazia, difendiamo la Cost...

La piazza dei Partigiani si riempie di volti noti

Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha consegnato alla città di Lecce un discorso che intreccia memoria e responsabilità, passato e futuro, ribadendo con forza il valore universale della Liberazione e il ruolo attivo dei cittadini nella difesa della democrazia.

“Cittadine e cittadini, ragazze e ragazzi, buon 25 aprile a tutti noi!”, ha esordito davanti alle autorità civili e militari e a una piazza partecipata, ricordando come “questa non è la festa di una parte ma la festa degli italiani liberi”, un passaggio che ha segnato il tono di un intervento tutto incentrato sull’unità e sulla necessità di non piegare la memoria a logiche divisive.

Decaro ha richiamato l’immagine di chi “più di ottant’anni fa, non senza sacrifici, anche in termini di vite umane, scelse di autodeterminare il proprio destino”, sottolineando che “a quelle persone, agli eroi della Liberazione, e ancor di più ai martiri, noi dobbiamo la nostra libertà”. Una libertà che, ha insistito, impone oggi una responsabilità altrettanto forte: “Tutti scelsero di fare la propria parte, non di essere una parte”

Il presidente ha ripercorso il significato storico della Resistenza, citando Nilde Iotti e ricordando come “la Resistenza era stata un fatto straordinario” capace di unire mondi diversi, e richiamando anche la lettura di Pier Paolo Pasolini che la definì una delle rare esperienze democratico-rivoluzionarie del Paese. “Donne, uomini, studenti, intellettuali, militari, insegnanti, contadini, operai, tutti parteciparono”

Proprio sulla Costituzione si è concentrato uno dei passaggi più forti del discorso: “Così è nata la nostra democrazia, quella stessa democrazia che oggi permette a tutti i cittadini italiani di vivere in uno Stato libero”, ma anche «quella che noi abbiamo il dovere di difendere da chiunque cerchi di minarne le fondamenta». Un richiamo che si è fatto ancora più esplicito quando Decaro ha citato la filosofa Hannah Arendt, ricordando come «il suddito ideale del regime totalitario non è il nazista o il comunista convinto, ma l’individuo per il quale la distinzione fra realtà e finzione, fra vero e falso non esiste più».

Da qui l’invito all’azione: «Queste parole non siano per noi solo un monito ma un invito ad agire», ha scandito, indicando la necessità di rafforzare «i presidi di legalità, democrazia e socialità» e di ricostruire legami in una società che rischia di frammentarsi. Il cuore del messaggio è arrivato nel passaggio più politico e simbolico: «Siamo noi, con le nostre scelte, con le nostre parole, con le nostre politiche, gli anticorpi della democrazia contro tutti i fascismi e tutti i nazionalismi che vediamo riemergere spavaldi in tutto il mondo».

Il presidente della Regione Puglia ha rilanciato una visione che guarda alla Puglia come laboratorio civile: “Essere eredi della Resistenza oggi significa costruire una società radicalmente alternativa a ogni forma di violenza e sopraffazione”, immaginando “una Puglia casa dell’uguaglianza, terra di lavoro e ponte di pace”. E ancora, tornando alla lezione dei padri costituenti, ha indicato la strada: “Sia la Costituzione la nostra bussola e la nostra arma contro i rigurgiti neofascisti, i revisionismi nostalgici”, perché “sia quella la bandiera che sventoleremo ogni qualvolta ci sarà da difendere l’Italia libera, l’Italia antifascista, l’Italia democratica”. Un appello che, nel giorno della Liberazione, si traduce in un impegno quotidiano affidato ai cittadini, chiamati a custodire la memoria trasformandola in azione.

Fonte: https://www.corrieresalentino.it/2026/04/celebrazioni-del-25-aprile-siamo-noi-gli-anticorpi-della-democrazia-decaro-a-lecce-richiama-alla-responsabilita-civile/