Il Castello di Acaya, un gioiello del Polo Biblio-museale di Lecce, ospiterà la seconda personale in terra salentina di Luca Bray dal 17 settembre 2026. La mostra, intitolata “Alerta Azul”, è un invito a superare i confini e a dissolvere le separazioni, a perdersi in quell’orizzonte dove il blu del cielo e quello del mare si fondono in un’unica, infinita vibrazione.
Il titolo della mostra, “Alerta Azul”, non è solo un programma, ma anche un messaggio potente che attraversa l’intera esposizione. La parola “Allerta” presente nel titolo non è da intendersi in senso emergenziale, ma come attenzione da porre sull’unione tra il blu del mare e del cielo, lì dove non si può comprendere più quale sia la loro differenza.
Luca Bray, nato a Orzinuovi nel 1971, ha scelto da subito di non avere confini. Ha esposto a New York, Shanghai, Tokyo, Manila, ma è stato il Messico a segnarlo per sempre. Lì ha costruito il suo linguaggio: una pittura astratta e materica, fatta di strati, di cancellature, di parole che affiorano dalla tela.
La mostra non è solo pittura. All’interno del percorso espositivo, il pubblico potrà assistere alla proiezione del docufilm “Io Corro”, diretto da Barbara Zonzin e recentemente premiato con il Las Vegas Shorts Award 2025. Il film racconta la vicenda umana e artistica di Bray: “Faccio tutto quello che voglio, come posso. Così rimango libero. Niente può limitarmi”. Un messaggio potente che attraversa tutto il film e che riecheggia in ogni sua opera.
La scelta del Castello di Acaya come sede non è casuale. Le sue mura cinquecentesche, il borgo fortificato, l’atmosfera sospesa tra storia e silenzio diventano la cornice perfetta per un’arte che guarda al futuro senza dimenticare il passato. Un dialogo suggestivo tra l’architettura rinascimentale e l’energia visionaria di Bray, che resterà aperto al pubblico fino al 7 gennaio 2027.



