La vicenda si svolge a Lecce, dove un professionista è stato accusato di pornografia minorile e adescamento di minori. Il caso è stato portato alla luce dopo che la madre della bambina, che aveva già avuto una relazione con il professionista, aveva denunciato i suoi contatti con la figlia.
Secondo le indagini, il professionista aveva iniziato a contattare la bambina di 12 anni su Instagram, promettendole regali e lusinghe. La bambina aveva inviato al professionista foto e video intimi, che erano stati archiviati sul suo cellulare.
La madre della bambina, che aveva già avuto una relazione con il professionista, aveva scoperto i contatti tra la figlia e l’uomo, ma non aveva mai interrotto i contatti tra i due. Secondo la richiesta di rinvio a giudizio, la madre aveva una posizione di garanzia in ordine alla tutela dell’integrità psicofisica della figlia, ma non aveva mai impedito che la bambina inviasse materiale pedopornografico.
Il caso è stato portato alla luce dopo che la madre aveva deciso di denunciare l’ex compagno, presentandosi in caserma dopo l’invio dell’ultima foto hard della figlia. Il professionista e la madre della bambina sono stati condannati a processo e difesi rispettivamente dagli avvocati Giovanni Faggiano e Ivan Feola.



