Il Salento che resiste: un viaggio attraverso la resistenza del gusto

Il-Salento-che-resiste-un-viaggio-attraverso-la-resistenza-del-gusto

Un Salento che innova e ricorda

Sfogliando le paghe di questo nuovo numero di Salento da Gustare, intraprenderete un viaggio in una terra che celebra la “resistenza del gusto”, un Salento che guarda al 2026 con l’orgoglio di chi sa innovare e ricordare.

Da Lecce, la capitale del Salento, partiamo per scoprire il manifesto di eleganza e rigore tecnico di Alessandra Civilla, l’anima creativa dell’Alex Restaurant, che ci guida in quella che definisce una “rivoluzione silenziosa” con una cucina dell’essenziale che lascia spazio alla contemporaneità.

Poco lontano, presso l’Aqua Restaurant, il mare si fa memoria e futuro, tra crostacei e pesci da zuppa che diventano protagonisti di piatti manifesto.

Il vino e l’identità del territorio

Il racconto prosegue spostandosi nelle vigne di Leverano con la famiglia Conti Zecca. Attraverso le parole di Clemente Zecca, scopriamo un vino che “deve restare umano”. In un mercato spesso saturo e replicabile, l’identità del Negramaro e del Primitivo diventa un atto d’amore verso il territorio, un legame indissolubile tra la gestione della terra e il lavoro delle oltre cento persone che, da generazioni, rendono questa azienda un pilastro dell’agricoltura salentina.

L’arte della lentezza dolce

Ma il Salento è anche l’arte della “lentezza dolce”. Entriamo a Tuglie, nella storica Pasticceria Provenzano, dove il profumo dello zucchero caramellato ci riporta indietro nel tempo. Tra l’iconica “Banana”, un cult che da settant’anni incanta generazioni, e gli spumoni con meringa all’italiana, la famiglia Provenzano ci regala un’esperienza unica e indimenticabile.

Altrove, la Pasticceria Alabama di Vernole, dove Giuseppe ha trasformato una visione familiare in una realtà d’eccellenza che esporta il sapore dei fichi e delle mandorle ben oltre i confini regionali.

Modelli imprenditoriali d’avanguardia

Esploreremo anche modelli imprenditoriali d’avanguardia, come Casa Quarta, un bar che “vive quattro vite in un giorno”, trasformandosi da luogo della colazione a spazio per lo yoga e l’aperitivo, rompendo gli schemi della convivialità urbana.

Il Tesoretto di Poggiardo rappresenta l’avamposto della destagionalizzazione: un hotel e ristorante aperto tutto l’anno che attira viaggiatori internazionali, dimostrando che l’affidabilità di un sistema vale quanto la bellezza di una spiaggia.

Eccellenze di nicchia

Non mancano le eccellenze di nicchia che diventano fenomeni nazionali, come la Sibilla della pasticceria Top Orange di Zollino, un dolce così unico da essere giunto fino alle mani di Papa Francesco, o l’innovazione di Surbador, che ha saputo nobilitare l’arte della conservazione per portare il pasticciotto e il rustico salentino sulle tavole di tutto il mondo.

Infine, torneremo tra i muretti a secco di Sannicola, con Giardini Raimondi, dove da quarant’anni, la cucina resta ostinatamente fedele a se stessa con polpette “agliose” come quelle della nonna e un buffet che è un vero archivio vivente della memoria gastronomica.

Sedetevi a tavola con noi, con la consapevolezza che ogni boccone, ogni sorso, sono un pezzo di storia che continua a raccontare se stessa mentre il vento fuori parla già di estate.

Fonte: https://www.corrieresalentino.it/2026/03/torna-salento-da-gustare-magazine-nuovo-numero-cartaceo-per-festeggiare-pasqua-2026/