La corsa contro il tempo per evitare che il finanziamento ministeriale renda irreversibile la scelta di ampliare la filovia cittadina
La battaglia tra il comitato promotore del referendum e l’amministrazione Poli Bortone entra nella fase decisiva, con una data già fissata sul calendario della giustizia amministrativa: il 26 aprile 2027 il Tar di Lecce discuterà nel merito il ricorso contro lo stop alla consultazione popolare. I ricorrenti, assistiti dall’avvocato Angelo Vantaggiato, hanno rinunciato alla fase cautelare, scegliendo di andare direttamente al cuore della controversia senza perdere tempo con la richiesta di sospensione degli atti comunali.
L’obiettivo è arrivare quanto prima a una pronuncia dei giudici, possibilmente prima che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dia il via libera al maxi finanziamento da quasi 119 milioni di euro richiesto da Palazzo Carafa.
Le audizioni ministeriali e la corsa contro il tempo
In queste settimane sono in corso le audizioni ministeriali per esaminare un progetto che comprende l’acquisto di 27 nuovi filobus, l’estensione della rete esistente e una serie di importanti opere infrastrutturali destinate a modificare profondamente la viabilità e l’organizzazione della sosta in città. Per i promotori del referendum, che avevano raccolto 7.234 firme, la priorità è ottenere il riconoscimento del diritto dei cittadini a esprimersi su un intervento destinato a incidere sul futuro della mobilità urbana.
La proposta alternativa è puntare sull’acquisto di autobus completamente elettrici, evitando l’ampliamento dell’infrastruttura filoviaria. Se il ricorso dovesse avere un esito favorevole e si aprisse la strada alla consultazione, il comitato spera di creare le condizioni per una modifica del progetto da sottoporre successivamente al Ministero.
Il problema dei tempi e la difesa della giunta Poli Bortone
Il problema principale è rappresentato dai tempi: una volta assegnate le risorse e avviata l’attuazione degli interventi, cambiare destinazione al finanziamento potrebbe diventare molto più difficile. Sul fronte opposto, la giunta Poli Bortone ha già predisposto la propria difesa, affidando all’avvocato Francesco Romano un incarico da oltre 11mila euro per resistere a due ricorsi amministrativi riguardanti le consultazioni popolari sulla filovia.
La maggioranza intende difendere le decisioni adottate, dopo che il Consiglio comunale ha bocciato sia il percorso referendario sia la successiva proposta di consultazione popolare.
Il confronto si sviluppa su due fronti paralleli
Il confronto si sviluppa così su due fronti paralleli, quello giudiziario e quello ministeriale, con scadenze che potrebbero incidere sulle possibilità di modificare l’intervento. Il 26 aprile i giudici saranno chiamati a valutare la legittimità dello stop al referendum, non a scegliere tra filobus e autobus elettrici. Ma una decisione favorevole ai ricorrenti potrebbe riaprire il confronto con i cittadini proprio mentre il Comune cerca di assicurarsi i finanziamenti. Il rischio, per il comitato, è che la risposta della giustizia arrivi quando il progetto avrà già compiuto passi difficilmente reversibili.



