La Puglia, un territorio in bilico
In un anno, la Puglia ha perso ben 818 ettari di suolo naturale, un danno ambientale e economico che si aggiunge alla già critica situazione di spreco alimentare. Secondo gli ultimi dati ISPRA, la regione si colloca tra le prime italiane per perdita di territorio agricolo, con una quota complessiva pari all’8,19% di suolo consumato.
La pressione su un’agricoltura già messa alla prova dai cambiamenti climatici e dall’aumento dei costi di produzione è crescente. Il consumo di suolo non è solo un problema ambientale, ma anche economico e sociale, perché meno terreno agricolo significa minore produzione, maggiore dipendenza dall’estero e più vulnerabilità rispetto alle crisi internazionali.
Lo spreco alimentare, invece, annulla gli sforzi fatti nelle campagne per garantire qualità, sicurezza e sostenibilità. Ogni cittadino pugliese arriva a buttare circa 70 chili di cibo all’anno, per un totale che supera le 250mila tonnellate di alimenti gettati.
Un doppio problema da risolvere
È urgente accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo, attesa da quasi dieci anni e fondamentale per dotare il Paese di uno strumento efficace di tutela del territorio. Inoltre, risultano necessari interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclo delle risorse idriche, insieme al potenziamento delle infrastrutture, in particolare della rete di invasi e dei bacini per la raccolta dell’acqua piovana.


