La famiglia di Emanuela Chirilli si oppone all’archiviazione del caso della t…

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La storia di Emanuela Chirilli, la 27enne di Cursi, morta per asfissia a causa del monossido di carbonio in un b&b a Napoli, il 29 novembre 2024, continua a suscitare emozione e curiosità. La famiglia della vittima si è opposta con fermezza alle richieste di archiviazione avanzate dalla procura partenopea nei confronti dei due indagati, il gestore della struttura ricettiva e la proprietaria dell’immobile, accusati di omicidio e incendio colposi. La decisione di archiviare il caso, presentata dai pubblici ministeri Capece Minutolo e D’Amodio, è stata respinta dalla famiglia di Emanuela, assistita dagli avvocati Dimitri Conte e Laura Bruno.

La tragedia si è consumata poche ore dopo l’arrivo di Emanuela a Napoli, dove era diretta per partecipare a una festa di compleanno di un’amica. La ragazza, che aveva previsto di rientrare a Lecce il giorno stesso, non aveva comunicato la sua partenza ai suoi cari. La notizia della sua morte è stata scoperta dai genitori e dai fratelli di Emanuela quando si sono presentati i carabinieri per comunicare la tragedia. Emanuela era una ragazza solare e sorridente, amante del mare e dei viaggi, che aveva frequentato il Cefass di Lecce e lavorava come responsabile della biberoneria di un villaggio turistico in Salento.

La procura partenopea ha sostenuto che non è stato possibile individuare con certezza il punto di innesco del rogo nella stanza occupata dalla vittima. La famiglia di Emanuela, tuttavia, ritiene che ci siano ancora molte domande senza risposta e che il caso non debba essere archiviato. La decisione finale spetterà al giudice, che il prossimo 24 giugno valuterà in udienza camerale (a porte chiuse) se porre fine al procedimento o disporre nuove indagini per fare luce sulla tragedia.

Fonte: https://www.corrieresalentino.it/2026/04/morte-emanuela-chirilli-procura-chiede-archiviazione-ma-la-famiglia-si-oppone/