La Prefettura di Lecce chiude la vicenda politica che aveva acceso il dibattito a Nociglia
La Prefettura di Lecce ha stabilito che la seduta del Consiglio comunale del 6 febbraio si è svolta nella piena regolarità, smentendo le accuse di “gravi violazioni” sollevate dall’opposizione. La decisione è stata comunicata con una nota ufficiale del 26 marzo, che ha messo un punto fermo su una querelle che aveva visto contrapposti maggioranza e minoranza.
Il ruolo di Macculi
Al centro della disputa la presenza del dottor Silvano Macculi, intervenuto durante il Consiglio. Secondo quanto precisato dalla Prefettura, Macculi è stato ascoltato esclusivamente in qualità di tecnico, nella sua veste di presidente dell’ARO7/LE, per fornire chiarimenti su una complessa operazione finanziaria che coinvolge i 22 Comuni dell’ambito. Nessuna partecipazione politica alla discussione, dunque, come invece ipotizzato nell’esposto presentato dai consiglieri di minoranza.
Il regolamento comunale
Una circostanza che, viene sottolineato, è pienamente conforme al regolamento comunale, che vieta espressamente interventi di natura politica da parte di soggetti esterni. Nel documento viene inoltre ribadito il ruolo di garanzia del segretario comunale, definito figura super partes e presidio della legittimità degli atti amministrativi.
La posizione dell’amministrazione
La decisione della Prefettura ridimensiona così l’impianto accusatorio dell’opposizione, facendo emergere anche alcune contraddizioni interne. Tra queste, la posizione del consigliere Pasquale Palma, firmatario dell’esposto ma autore, nel corso della stessa seduta, di un pubblico ringraziamento rivolto a Macculi per i chiarimenti forniti, con l’auspicio di un suo ritorno in aula su temi analoghi. Un atteggiamento che lo stesso consigliere ha successivamente definito “provocatorio”, senza però cancellare quanto riportato agli atti ufficiali.
La replica della minoranza
Da Palazzo comunale si rivendica infine la correttezza dell’intero iter, ricordando come il Consiglio fosse stato convocato proprio su richiesta della minoranza, nonostante alcune carenze formali poi sanate dal segretario comunale. “Abbiamo garantito il confronto e la partecipazione tecnica necessaria su una materia complessa”, è la linea ribadita dall’amministrazione, che respinge le accuse di strumentalizzazione politica e non esclude ulteriori iniziative a tutela dell’ente e dei suoi rappresentanti.


