“La rete dell’evasione: come un gruppo di imprese del Salento ha eluso le tas…

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La rete dell’evasione

Un complesso meccanismo di elusione fiscale nel settore dell’autotrasporto è stato smantellato dai finanzieri del Comando Provinciale di Lecce, che hanno messo i sigilli a un sistema che drenava risorse pubbliche per alimentare un business basato sull’illegalità.

Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Foggia, figura un imprenditore di Nardò, mente di un gruppo societario con sede legale nel foggiano ma operante nel Salento. Il metodo era collaudato: attraverso una rete di aziende compiacenti e “teste di legno”, venivano assunti centinaia di dipendenti.

Questi lavoratori, spesso inconsapevoli di far parte di un ingranaggio fraudolento, venivano utilizzati per permettere alle società clienti di abbattere drasticamente il costo della manodopera. Il risultato? Un vantaggio competitivo sleale che schiacciava la concorrenza onesta.

Mentre le aziende del gruppo operavano in totale evasione, omettendo il versamento di tasse, contributi previdenziali e oneri assistenziali, venivano emesse fatture per operazioni inesistenti che sfiorano i 12 milioni di euro.

La bancarotta fraudolenta

L’indagine ha svelato un cinismo gestionale che non si fermava all’evasione. Una volta spremute le società attraverso operazioni contabili dolose, gli amministratori di fatto provvedevano a “svuotarle” metodicamente dei capitali, portandole deliberatamente al fallimento.

Un copione classico della bancarotta fraudolenta, dove il profitto resta nelle mani dei pochi e il debito viene scaricato sulla collettività.

Le accuse e il sequestro

L’attività investigativa si è chiusa con tre avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Le accuse sono pesanti: Omessa dichiarazione fiscale; Emissione di fatture per operazioni inesistenti; Indebita compensazione; Bancarotta fraudolenta.

Oltre alle denunce, i militari hanno eseguito un sequestro preventivo da 2 milioni di euro, bloccando conti correnti, immobili e auto di lusso riconducibili agli indagati.

Un punto cruciale dell’operazione riguarda la cosiddetta “tassazione dei proventi illeciti”: la Finanza ha infatti assoggettato a tassazione guadagni illegali per un valore di 3 milioni di euro, applicando il principio secondo cui anche chi delinque deve pagare le tasse sul frutto del proprio reato.

Fonte: https://www.corrieresalentino.it/2026/03/frode-fiscale-e-bancarotta-nel-settore-trasporti-la-finanza-sequestra-beni-per-2-milioni-tra-lecce-e-foggia/