La vocazione futurista del Salento
La storia del Futurismo nel Salento è un capitolo affascinante della cultura del Novecento. Negli anni Trenta, il Salento fu il palcoscenico di un movimento artistico e letterario che, nonostante la sua breve durata, lasciò un’impronta indelebile nella storia della cultura locale. Un ruolo fondamentale in questa avventura futurista fu giocato da Vittorio Bodini e Domenico Delle Site, due giovani artisti che, con le loro opere, contribuirono a far conoscere e a promuovere il movimento futurista nel Salento.
La mostra di Domenico Delle Site
Il 19 febbraio 1933, su “La Voce del Salento”, il giornale diretto da Pietro Marti, Vittorio Bodini presentò la mostra personale del giovane pittore futurista Domenico Delle Site. La mostra, che si inaugurava in città lo stesso giorno, era un evento importante per il movimento futurista leccese e Bodini ne scrisse un articolo che ne descriveva le opere e il significato.
“Non dubitiamo del successo, ma – se questo dovesse venir meno – ci convinceremo che la vera arte e Lecce non sono fatte l’una per l’altra. Delle Site non presenta mazzi mazzi mazzi di fiori né cocomeri carote pernici pesci o raccontini a colori, ma presenta brani della sua anima profondamente mistica che si manifesta in sinceri quadri sacri (molto più sacri – checché il romano pontefice ne pensi – di molte formose pitture fatte di materia nei passati secoli); in ritratti che ritraggono anche le fattezze fisiche, ma sopratutto le sagome spirituali; in paesaggi dolcissimi in cui lo spirito vorrebbe eternamente villeggiare; finalmente in aereopitture in cui l’anima delle stratosfere, felicemente intuita, si compenetra con quella dei velivoli ebbri di velocità, di conquista dello spazio orizzontale – verticale, di lotta aerea, etc.”, scrisse Bodini.
La mostra di Delle Site fu un evento importante per il movimento futurista leccese e contribuì a far conoscere il movimento a un pubblico più ampio. Tuttavia, la scomparsa del fondatore di “La Voce del Salento”, Pietro Marti, e il trasferimento di Vittorio Bodini a Roma per gli studi universitari segnarono la fine del movimento futurista nel Salento.



