“La voce di Bene si consuma: un libro che sfida il linguaggio e l’istituzione”

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Il libro di Flavio De Marco rivoluziona il pensiero di Carmelo Bene

Il libro di Flavio De Marco, “Carmelo Bene. Il superuomo del teatro italiano”, è un’opera che sfida il linguaggio e l’istituzione. Presentato a Roma, il libro esplora la figura di Carmelo Bene, un artista che si è sempre sottratto al linguaggio e alla convenzione. La sua assenza è sentita, ma la sua presenza è ancora più forte. Il libro di De Marco non cerca di raccontare la vita di Bene, ma di esporre la sua arte, la sua filosofia e la sua visione del mondo.

Il teatro di Bene è una crepa, una faglia che si apre nel linguaggio e nell’istituzione. La voce si separa dal corpo, lo tradisce e diventa macchina. La fonè non significa, accade e consuma ogni identità. Il libro di De Marco cerca di catturare questo spirito di Bene, di capire come la sua arte possa essere ancora oggi rilevante.

Il Salento è un luogo che affiora come eco condivisa tra gli interventi. Non è un luogo geografico, ma una condizione, un “religiosissimo bordello” dove il senso si allenta e il rito eccede. È un luogo dove si danza sulla morte e dove l’Eros è dissoluzione, non possesso.

La donna si sottrae, non è oggetto né soggetto, ma figura estatica. Beatrice contro l’attualismo, Eros come dissoluzione. La voce di Bene non si conserva, si consuma. È evento, non archivio. È presenza che coincide con la propria sparizione.

Il libro di De Marco è un’opera che apre una frattura netta. Un’epoca che archivia tutto, che trasforma la vita in rappresentazione continua. Bene aveva già visto i micropoteri del linguaggio, il discorso che ci precede e ci governa. La sua risposta non è un contro-discorso, è un sabotaggio, una lingua che si inceppa e collassa in suono.

Resta uno scarto, irriducibile, anche dentro l’istituzione che accoglie e rilancia. Un residuo non amministrabile, un eccesso che sfugge a ogni progetto culturale e a ogni forma di recupero. E continua a vibrare, sotto la superficie ordinata del discorso, come una voce che non smette di sottrarsi proprio mentre la si ascolta.

Fonte: https://www.corrieresalentino.it/2026/03/carmelo-bene-la-sua-assenza-e-la-sua-presenza-presentato-a-roma-il-libro-del-giornalista-flavio-de-marco/