Il 19 dicembre 2024, la vita di Antonio Camastra, allenatore delle formazioni under e giovanili del Lecce Woman, è stata stroncata da un tragico incidente stradale. Il tecnico leccese stava raggiungendo i campi di allenamento del centro sportivo “Cat” alle porte di Lecce a bordo di uno scooter Piaggio Beverly nei pressi del tratto di viale della Cavalleria, alla periferia del capoluogo salentino, lungo la bretella di collegamento che dalla zona Fondone collega la Lecce-Melendugno alla tangenziale est. L’incidente è avvenuto quando il suo scooter è stato investito da un furgone Iveco, causando una violenza tale che Camastra è finito sull’asfalto e ha perso la vita sul colpo.
La sentenza è stata emessa dalla giudice Giulia Proto, che ha ritenuto congrua la pena concordata dall’avvocato difensore Francesco Spagnolo con il sostituto procuratore Alberto Santacatterina, magistrato che ha coordinato le indagini. L’imputato, un 37enne di Lequile, è stato condannato a 9 mesi di reclusione, beneficiando della sospensione della pena e della non menzione. La sentenza prevede anche la sospensione della patente di guida per 9 mesi.
La famiglia di Camastra, assistita dall’avvocato Marco Luigi Elia, non si è costituita parte civile perché è stata risarcita dalla compagnia di assicurazione. La sentenza è stata considerata mite, tenendo conto dell’assenza di aggravanti e della mancanza di prove che l’imputato fosse impegnato in una conversazione al momento dell’incidente.
Antonio Camastra era un sottoufficiale dell’Aeronautica in pensione, ma la sua vera passione era il calcio. Era un tecnico apprezzato e un vero educatore in campo e nella vita. Sposato e con due figli, poche settimane prima della tragedia era diventato nonno. La sua morte ha scosso la comunità sportiva e la città di Lecce.


