Una nuova minaccia per la magistrata Francesca Mariano
La giudice antimafia Francesca Mariano, che da novembre scorso è sotto scorta, si è trovata di fronte a un’altra intimidazione. Questa volta, è stato un proiettile di kalashnikov a essere intercettato dalla polizia, prima che potesse raggiungere la magistrata salentina.
Il bossolo è stato sequestrato dagli agenti di polizia che controllano le missive destinate alla giudice, prima che la busta potesse arrivare sul tavolo di Francesca Mariano. Un episodio inquietante che si aggiunge alla lunga serie di minacce ricevute dalla magistrata nel corso degli anni.
Un’escalation di intimidazioni
La magistrata del Salento ha già subito numerose intimidazioni in passato. A fine febbraio, la sua scorta aveva trovato un ordigno rudimentale collegato a una bombola del gas pronto per esplodere in un deposito della famiglia a Galatina. Inoltre, tra Capodanno e l’Epifania, una lettera intrisa di minacce contenente il disegno di un crocifisso era stata bloccata prima di poter raggiungere la giudice.
Il 3 novembre 2025, la magistrata aveva trovato una testa di capretto sulla tomba del padre nel cimitero di Galatina, corredata da un messaggio di morte scritto a penna “prima o poi” e da un coltello. La Prefettura aveva confermato la protezione di secondo livello per la magistrata dopo questo episodio.
Un altro episodio analogo si era registrato a febbraio 2024, quando sotto casa della giudice, a Lecce, era stata lasciata una testa di capretto insanguinata e infilzata con un coltello da macellaio, con un biglietto con scritto “Così”. Il presunto estensore della missiva era stato poi identificato come Pancrazio Carrino, un 43enne di San Pancrazio Salentino, coinvolto nell’inchiesta antimafia “The Wolf”.
La magistrata continua a varcare la soglia del tribunale, a presiedere udienze e a essere titolare di importanti ordinanze di custodia cautelare come quella ribattezzata “Colemi” relativa alla costola tuturanese della Sacra Corona Unita.


