La sicurezza sul lavoro, un impegno quotidiano
In un comunicato congiunto, Cgil, Cisl e Uil Lecce hanno lanciato un appello forte e unitario per fermare le morti bianche e gli infortuni sul lavoro. La Giornata Internazionale della Sicurezza e della Salute sul Lavoro, il 28 aprile, ha visto le tre organizzazioni sindacali richiamare istituzioni, imprese e parti sociali a un impegno concreto e quotidiano per contrastare il dramma delle morti bianche.
Il documento va oltre la dimensione commemorativa e si propone come un monito etico e sociale. In un contesto produttivo in trasformazione, tra innovazione tecnologica e nuove forme di lavoro, viene ribadito un principio chiave: la sicurezza non è un costo, ma un investimento nella dignità della persona.
A sottolineare l’urgenza del tema sono i dati dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, che stimano ogni anno circa 3 milioni di morti legate al lavoro, oltre 395 milioni di infortuni e 160 milioni di nuovi casi di malattie professionali, con un impatto rilevante anche sul piano economico globale.
In Italia, nonostante una normativa avanzata, il fenomeno resta preoccupante: nel 2025 si sono registrate 1.093 vittime sul lavoro, circa tre al giorno, oltre 590 mila infortuni e un aumento significativo delle malattie professionali denunciate.
Particolarmente critico il quadro pugliese, con 71 vittime e un’incidenza che colloca la regione tra le più esposte. Anche la provincia di Lecce, pur segnando un calo delle morti bianche (9 nel 2025), evidenzia un incremento di infortuni e patologie, soprattutto nei settori dell’agricoltura e dell’edilizia, con ricadute rilevanti su giovani e lavoratori stranieri.
Nel comunicato congiunto, le organizzazioni sindacali riconoscono i primi risultati ottenuti grazie al Tavolo istituzionale attivo in Prefettura, che ha coinvolto sindacati, imprese, ASL e Ispettorato del Lavoro nella definizione di protocolli condivisi e campagne formative. Tuttavia, sottolineano come sia necessario rafforzare gli interventi.
Tra le priorità indicate: incentivi per le imprese virtuose, attraverso sgravi fiscali e investimenti in tecnologie sicure, e sanzioni più severe per chi viola le norme, fino al sequestro delle attività e alla revoca degli appalti. Centrale anche il contrasto al dumping contrattuale e al lavoro povero, fenomeni che incidono direttamente sui livelli di sicurezza.
La prevenzione resta il cardine dell’azione: informazione, formazione e diffusione di una cultura della sicurezza devono diventare pratiche quotidiane, dai luoghi di lavoro alle scuole, fino alle filiere produttive.
L’invito, rivolto a tutto il territorio, è quello di costruire un patto collettivo per la sicurezza. Perché, come ribadiscono Cgil, Cisl e Uil Lecce, il lavoro deve generare vita, non strapparla.


