Processo per l’omicidio del fratello: un caso di sangue in un appartamento di…

Processo-per-lomicidio-del-fratello-un-caso-di-sangue-in-un-appartamento-di

La tragedia si è consumata in un appartamento di Tricase, il 30 aprile scorso, quando un giovane è stato ucciso con un coltello da un fratello più grande. Il delitto è stato commesso in pieno giorno, alle 17:30, e ha lasciato il segno nella comunità locale. L’assassino, un 33enne originario del Bangladesh, è stato arrestato e condannato a custodia cautelare in carcere.

La lite tra i due fratelli è stata probabilmente scatenata da questioni economiche, e ha portato a una serie di eventi tragici. L’assassino, in preda all’ira, ha ucciso il fratello con un coltello e poi ha chiamato i familiari con una videochiamata, mostrando il corpo agonizzante del fratello. “Ho mandato la macchina dei soldi, ho mandato la macchina dei soldi” ha detto l’assassino, mentre un parente gli chiedeva: “Hai colpito Sujon? È Sujon?”.

Il caso è stato seguito da una serie di indagini da parte dei carabinieri di Tricase, che hanno acquisito una videoripresa che documenta la scena del delitto. L’assassino ha confessato il delitto, dicendo: “Era un buono lui e sono un buono anche io”. I due fratelli erano ben integrati nella comunità locale e lavoravano nello stesso bar a Tricase Porto.

Il processo per l’omicidio del fratello è fissato per il 20 ottobre 2026 davanti ai giudici della Corte d’assise di Lecce. L’imputato rischia l’ergastolo e la difesa potrebbe avanzare richiesta di abbreviato, ma dovrà essere valutata nel corso del processo.

Fonte: https://www.corrieresalentino.it/2026/07/la-lite-le-urla-poi-lomicidio-e-la-video-chiamata-ai-familiari-a-processo-per-lomicidio-del-fratello/