La Procura della Repubblica di Lecce ha iniziato ad indagare sul caso dei cumuli di sabbia spostati da un tratto di spiaggia libera nell’area del Lido Pizzo, vicino allo stabilimento balneare di Roberto Marti, senatore della Lega e coordinatore regionale della Puglia, e del parlamentare Salvatore Di Mattina. La notizia è emersa dopo che l’escursionista e guida ambientale Francesco Chetta aveva segnalato i fatti sui social, mostrando le foto del passaggio di ruspe sull’arenile di un’area vincolata e della movimentazione di sabbia pubblica nell’area dello stabilimento privato, che potrebbe aver compromesso le dune.
Il caso era già stato oggetto di indagine da parte dei carabinieri forestali di Gallipoli, che avevano acquisito documentazione dagli uffici comunali, effettuato sopralluoghi in spiaggia e scattato foto per verificare lo stato dei luoghi. Una prima informativa era stata depositata, ma ora la Procura si appresta a visionare il carteggio e a tirare le somme sul caso.
Se verranno ravvisate violazioni sulla pulizia della spiaggia, si configurerebbero illeciti amministrativi, ma se la Procura contestasse danni alla costa, causati dalla movimentazione della sabbia sulla spiaggia, si ipotizzerebbe un reato.
Il senatore Marti ha dichiarato di aver operato nel pieno rispetto della legalità e di aver bollato le accuse come “una strumentalizzazione politica”. Ma la questione è ancora aperta e la Procura si appresta a fare chiarezza sul caso.
Si ricorda che il deputato salentino dei 5 Stelle e coordinatore regionale del Movimento, Leonardo Donno, aveva presentato un’interrogazione al ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica e al ministro per la Protezione civile e le politiche del mare per fare chiarezza su quanto accaduto nel Parco naturale regionale Isola di Sant’Andrea e zona Pizzo nel territorio di Gallipoli.


