Un caso di responsabilità sanitaria nel Salento: l’assoluzione penale non si…

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La responsabilità sanitaria nel Salento: un caso di assoluzione penale e risarcimento civile

Il Salento, come molte altre regioni italiane, è spesso teatro di controversie relative alla responsabilità sanitaria. Questo settore giuridico, infatti, può generare equivoci e confusione, spesso a danno delle famiglie coinvolte. Un caso recente, seguito dallo studio legale Renna di Nardò, offre un esempio utile a chiarire la differenza tra giudizio penale e giudizio civile in materia di responsabilità sanitaria.

Un caso di presunto errore medico

La vicenda in questione riguarda una famiglia che ha accusato i sanitari di un ospedale di un errore medico che ha portato alla morte della vittima. Lo studio legale Renna ha assistito la famiglia nella redazione della querela che ha dato avvio al procedimento penale a carico dei sanitari coinvolti. Tuttavia, al termine delle indagini, lo studio ha scelto di non costituirsi parte civile, utilizzando parte degli atti raccolti in sede penale nel giudizio civile promosso in autonomia.

Il procedimento penale si è concluso con l’assoluzione di tutti i medici, ma il giudizio civile ha seguito una strada diversa. Il giudice di primo grado ha riconosciuto ai familiari il danno patrimoniale, il danno da perdita del rapporto parentale e il danno terminale, cioè il pregiudizio sofferto dalla vittima nella consapevolezza degli ultimi istanti di vita. La Corte d’Appello ha confermato l’impianto della decisione, escludendo soltanto quest’ultima voce di danno.

La differenza tra giudizio penale e giudizio civile

Il caso in questione illustra un principio che nella pratica ricorre spesso, ma che resta poco conosciuto fuori dagli ambienti tecnici: l’assoluzione in sede penale non preclude, di per sé, il riconoscimento della responsabilità civile, che si fonda su un accertamento autonomo e su un diverso standard probatorio. Questo principio è ormai consolidato nella giurisprudenza di legittimità e distingue nettamente l’accertamento penale, retto dal criterio dell’oltre ogni ragionevole dubbio, da quello civile, fondato sul più probabile che non.

È una distinzione che pesa concretamente sulla vita delle famiglie coinvolte, spesso convinte che l’esito del processo penale segni anche la sorte del risarcimento, e che invece può seguire un percorso del tutto diverso quando la strategia processuale viene costruita fin dall’inizio con questa consapevolezza.

Fonte: https://www.corrieresalentino.it/2026/07/responsabilita-sanitaria-dopo-lassoluzione-penale-ancora-aperta-la-via-risarcitoria/